mercoledì 30 aprile 2014

Volete passare una domenica tra cultura e raffinatezze del passato?

Qualche giorno fa il mio racconto sui Giardini della Villa Reale di Milano ha suscitato parecchio interesse: viviamo in un Paese meraviglioso, circondati da gioielli d'arte e natura ma che spesso purtroppo non conosciamo!
Sono perciò felice di segnalarvi che il Centro documentazione Residenze Reali Lombarde ha organizzato delle speciali visite guidate che, nelle prime due domeniche di maggio, partiranno proprio alla scoperta della Villa Reale di Milano e dei suoi giardini.


L'incontro di domenica 4 maggio sarà dedicato all'affascinante storia della Villa, voluta dal conte Ludovico Barbiano di Belgiojoso e in seguito divenuta residenza reale del vicerè Eugenio Beauharnais e di sua moglie Augusta Amalia di Baviera.
Seguirà una passeggiata nella Milano di Porta Orientale e terminerà al caffè Vergani con una tradizionale merenda meneghina a base di panettone artigianale e 'barbajada', una storica bevanda milanese dei primi dell'Ottocento preparata con cioccolata liquida, caffè e latte o panna.


Il secondo incontro di domenica 11 maggio sarà un 'pomeriggio d'arte' che, partendo sempre dalla Villa Reale, si trasformerà in una passeggiata attraverso la Milano dell'Ottocento e si concluderà al Savini per il classico tè delle cinque.

Due proposte molto interessanti e coinvolgenti per conoscere l'architettura, la storia e i personaggi di un'epoca, attraverso percorsi tematici pensati per poche persone che vogliono rivivere ambienti e atmosfere di un passato elegante e raffinato.


Il Centro documentazione Residenze Reali Lombarde è un istituto culturale senza fini di lucro che si impegna a valorizzare e far conoscere le dimore reali della Lombardia, occupandosi della raccolta e dello studio di tutto il materiale documentale e alla sua divulgazione tramite convegni, mostre, eventi e pubblicazioni.

Altri incontri in programma per il mese di maggio sono ancora in fase di definizione.

Tutti le visite sono esclusivamente su prenotazione tramite e-mail a: info@residenzerealilombarde.it
Per info e costi potete consultare il sito del CdRR 
 

martedì 29 aprile 2014

Petite escargot blanc, ovvero...anche in Francia le lumache creano problemi!

Quando la scorsa settimana vi ho raccontato del metodo usato dai giardinieri inglesi per liberarsi dalle lumache, mi sono ricordata di quello che avevo visto la scorsa estate durante un mio viaggio in Francia.


Attorno a Moustiers-Sainte-Marie avevo notato la presenza di piccole chiocciole bianche attaccate in cima ai cespugli di rosmarino che circondavano il nostro albergo



Dapprima non avevo dato importanza alla cosa ma, girando in lungo e in largo per la Provenza, le ho notate praticamente ovunque.
A volte mi pareva di vedere dei campi di fiori bianchi ma, osservandoli a distanza ravvicinata, quei 'fiori bianchi' erano in realtà tante piccole chiocciole su steli quasi del tutto secchi.
Addirittura c'erano zone dove queste colonie di chiocciole rivestivano completamente cancelli, pali e segnali stradali...davvero impressionante!


Anche in Camargue, quindi a parecchi chilometri di distanza e in un ambiente morfologicamente molto diverso dalla Provenza, avevo visto assembramenti di chiocciole arrampicate sui pali.
L'unica diversità era il colore del guscio, marroncino striato di grigio, anzichè bianco


Incuriosita e sinceramente anche un po' schifata, avevo chiesto informazioni al riguardo in hotel ma tutti sembravano minimizzare la cosa.
Una volta tornata a casa però ho fatto una ricerca su Google, inserendo le parole 'petite escargot blanc' e...ho scoperto che i miei problemi con le lumache non sono nulla rispetto a quello che devono affrontare i giardinieri provenzali!


Nei forum di giardinaggio francesi infatti molti utenti raccontavano di assistere impotenti a massicce invasioni di piccole lumache bianche durante l'estate.
Oltre a scambiarsi i vari rimedi casalinghi per eliminarle con trappole a base di birra, acqua salata ma anche di bucce d'arancia e pompelmo, c'era pure chi proponeva ricette per...mangiarsele!!!!
In ogni caso si tratta di un problema piuttosto serio, presente in Provenza da oltre mezzo secolo.
Questi limaçons (Xeropicta derbentina), a differenza delle lumache di nostra conoscenza, non si nutrono di germogli e vegetazione tenera ma si arrampicano su qualsiasi supporto verticale, piante comprese, per allontanarsi dal terreno surriscaldato dal sole estivo.
Purtroppo questi assembramenti sugli steli delle piante erbacee ne provocano l'arresto della crescita fino alla necrosi.

Oltre che ai giardini, le chiocciole bianche provocano seri danni a frutteti e vigne ma anche agli ovini che pascolano su terreni invasi dalle lumache perchè questi piccoli gasteropodi sono portatori di un parassita dei polmoni dei piccoli ruminanti.

Una sola perplessità: gli unici luoghi della Provenza dove non ho visto traccia di chiocciole bianche erano gli sterminati e preziosi campi di lavanda.
Quindi: o le lumache detestano il profumo delle lavande oppure...che sostanze vengono impiegate su quelle coltivazioni?


lunedì 28 aprile 2014

Table: l'evoluzione dell'uomo raccontata attraverso il cibo

Immaginate una tavola imbandita lunga oltre 10 metri dove per ogni commensale è stato preparato un diverso menù...


E' ciò che troverete se visitate 'Table' la mostra allestita in questi giorni all'Arengario di Monza.
Attraverso i 28 differenti menù, che rappresentano i pasti tipici dalla Preistoria a oggi, si percorre in realtà la storia dell'Uomo.
E così attorno al tavolo siedono idealmente tutti gli Uomini, a cominciare dall'Uomo del Paleolitico, che non è ancora un abile cacciatore e dunque mangiava molta meno carne di quello che immaginiamo.
Era infatti un esperto raccoglitore di tuberi e radici, frutta e uova, e le sue proteine provenivano principalmente da pesci, insetti e animali morti...


Sul lato opposto della tavola, proprio di fronte a lui, sediamo noi, Uomini del 2014 con cheeseburger e sushi, filetto di manzo e pizza, frutta esotica e salse, il tutto proveniente magari da paesi molto distanti da noi e la cui produzione genera un forte impatto ambientale...


Ciascun menù è ben raccontato da una locandina esplicativa, posta sullo sgabello davanti a ogni pasto, attraverso la quale veniamo a conoscere come si sono modificate le nostre abitudini alimentari nel corso dei secoli.
A questa tavola siedono pure popoli antichi come Egizi, Romani, Fenici, Etruschi, Babilonesi e se oggi noi rivalutiamo la dieta mediterranea, loro invece consideravano molto salutare la dieta cretese che, strano a dirsi per un popolo che viveva su un'isola, in realtà prevedeva raramente il consumo del pesce


Questo lungo viaggio alimentare rispolvera anche ricordi di anni molto recenti.
Ecco allora il menù tipico degli anni '50, gli anni del miracolo economico e del consumismo, della diffusione del frigorifero in tutte le case, dei fast-food e dei supermercati.
E che dire di questo menù rappresentativo degli anni '80, ricco di panna ma che nasconde in realtà impressionanti sprechi alimentari?


Il 2014 è stato dichiarato dal Parlamento Europeo l'Anno di lotta agli sprechi alimentari, ponendo l'obbiettivo di ridurli del 50% entro il 2025, e anticipa il tema prefisso dall'Expo 2015 di Milano che riguarda proprio la nutrizione.
Sulle pareti della sala che ospita l'installazione si leggono citazioni significative sul cibo, documenti esplicativi ma anche piccoli consigli di buonsenso...


oltre a dati che invitano a riflettere...


La mostra 'Table' è stata realizzata dall'Assessorato alle Politiche Culturali di Monza, in collaborazione con Wood*ing (un'organizzazione che indaga le infinite possibilità del cibo selvatico) e con il patrocinio di Expo Milano 2015.
E' visitabile fino all'8 giugno 2014 all'Arengario di Monza, in piazza Roma
da martedì a venerdì dalle 15 alle 19
sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19
L'ingresso è libero.

E se salendo le antiche scale di pietra dell'Arengario vi imbatterete in rifiuti o scarti alimentari...


non arrabbiatevi, pensando alla maleducazione dei visitatori che vi hanno preceduto...sono delle piccole ma molto realistiche anticipazioni della mostra che vi aspetta al piano superiore!


venerdì 25 aprile 2014

Il bombo e la salvia

In giardino in primavera c'è un gran via vai di insetti bottinatori in frenetica attività.
Arrivano per rifornirsi di nettare e polline ma sono attirati dagli stimoli ottici (pigmentazione e forma) e dagli stimoli chimici (odori e profumi) dei fiori.


In questi giorni un bombo è irresistibilmente attratto dai fiori di una mia Salvia ornamentale che ho sempre considerato con sufficienza


Ammetto di non aver mai nutrito una grande simpatia per i fiori delle Salvie ornamentali.
Nel mio giardino ho sempre dato spazio solamente alla Salvia officinalis perchè mi è indispensabile in cucina e alla Salvia tricolor, una cultivar dalle foglie variegate che è altresì commestibile ma che utilizzo a scopo decorativo.
Da un paio d'anni però ho messo in vaso senza nemmeno troppa convinzione anche una comune  Salvia ornamentale senza nome a fiore bianco che si è invece rivelata indistruttibile e generosissima


Il bombo che quotidianamente arriva sui fiori della mia Salvia ha una ligula lunghissima che penetra in profondità


E' affascinante vedere che, mentre il bombo è intento a succhiare il nettare, il fiore automaticamente ribalta sul suo dorso gli stami con le antere cariche di polline.


Il polline, imprigionato tra la folta peluria che ricopre il corpo paffuto del bombo, viene così trasportato di fiore in fiore.


Ecco, sono questi piccoli e normali spettacoli della natura che mi fanno riflettere sulle piante che io con presunzione non considero abbastanza attraenti per il mio giardino...


giovedì 24 aprile 2014

Come fanno i giardinieri inglesi a liberarsi dalle lumache?

Leggo sempre con molto interesse le pagine che i quotidiani inglesi dedicano al giardinaggio e questa notizia l'ho letta proprio l'altro giorno sul The Telegraph...


Secondo un sondaggio condotto dalla Royal Horticultural Society, il 22 per cento dei giardinieri britannici ammette di liberarsi di lumache e chiocciole che trovano nel loro giardino semplicemente...buttandole nel giardino del vicino!

I giardinieri londinesi sono coloro che maggiormente praticano questo discutibile 'lancio delle lumache' mentre in fondo alla classifica ci sono gli Scozzesi.

L'RHS ha immediatamente bollato questa pratica come un vero 'crimine orticolo' riportando l'attenzione sulle norme della 'horticultural etiquette'.

A questo proposito si sono pure espressi fior di esperti che hanno definito il lancio delle lumache un gesto senza scopo.
Pare dimostrato infatti che lumache e chiocciole abbiano uno spiccato istinto nel ritornare a casa.
Secondo alcuni, i gasteropodi sanno ritrovare la strada di casa a 9 metri di distanza, mentre altri azzardano addirittura 90 metri!

La notizia mi ha fatto sorridere, ma ancora di più se penso ai giardinieri inglesi che, con tutta probabilità, si stanno rimbalzando di nascosto tra loro le stesse lumache!

mercoledì 23 aprile 2014

Uno storico giardino di Milano riservato ai bambini

A Milano in via Palestro, proprio di fronte ai Giardini Pubblici dedicati a Indro Montanelli, c'è un piccolo e curatissimo giardino che non è visibile dalla strada, nascosto dall'imponente Villa Reale.
Basta solo varcare il piccolo cancello e percorrere il vialetto che fiancheggia la Villa per lasciarsi alle spalle la città e immergersi in un'oasi verde di tranquillità


All'entrata però un cartello avvisa che l'ingresso è riservato solo ai bambini, accompagnati da adulti...


Io, adulta senza bimbi, sono entrata...
Mi aspettavo dunque di entrare in un campo giochi o comunque in un'area adeguatamente attrezzata per i più piccoli e invece mi sono ritrovata in un piccolo e romantico giardino di gusto inglese, con vialetti in terra battuta che delimitano verdi prati di erba rasata, curati come aiuole...


sui quali chiaramente non è previsto di poter giocare magari a pallone, vista la presenza di bulbose da fiore e altre piante ornamentali.
C'è anche un laghetto racchiuso da una recinzione di legno e popolato da una colonia di anatre, che un cartello proibisce però di nutrire con qualsiasi genere di cibo


Annosi alberi dai tronchi ricoperti di muschio assicurano fresche zone ombrose, allietate da alcuni gruppi scultorei...


e una serie di panchine, che sembrano provenire direttamente da un parco inglese, invitano a una rilassante pausa in compagnia magari di un buon libro...


Questo giardino ha una storia antica: fu progettato e realizzato insieme alla villa sul finire del 1700 dall'architetto viennese Leopold Pollack, per il conte Ludovico Barbiano di Belgiojoso, un diplomatico ritiratosi a vita privata.
Si trattò del primo giardino di Milano in stile romantico con evidenti richiami ai giardini inglesi tanto in voga in quell'epoca.
Le sculture invece furono aggiunte in epoca più recente.
La villa con il suo giardino era uno degli angoli più suggestivi di Milano e infatti fu scelta come dimora da Napoleone, in seguito dal vicerè Eugenio Beauharnais e successivamente dal generale Radetzky, fino a diventare proprietà del Comune di Milano nel 1921.


La presenza di alcuni soggetti di ispirazione letteraria, simili a reperti antichi, mi hanno richiamato alla mente immagini analoghe dei più estesi giardini della Villa Reale di Monza che furono progettati dal Piermarini, di cui Leopold Pollack fu allievo.

Oltre al laghetto recintato c'è infatti una torre merlata in mattoni...


un tempietto circolare d'ispirazione classica...


e un vialetto che circonda il laghetto pavimentato in ciottoli arrotondati...


Mi ha fatto sorridere poi vedere che i due giardini hanno in comune perfino la presenza dell'Allium ursinum...


I giardini della Villa Reale di Milano propongono anche un percorso botanico, dove ogni albero, arbusto e pianta erbacea è diligentemente cartellinato


Ma...il giardino per i bambini dov'è?
Ah sì, in effetti esiste una piccola area proprio a lato della Villa, attrezzata con qualche gioco...
.

Devo dire però che, ogni volta che sono entrata in questi giardini, pur non avendo bambini con me nessuno mi ha mai proibito l'ingresso.
Questo mi fa supporre che il cartello posto all'entrata sia 'simbolico' o quantomeno un invito a preservare la tranquillità di questo spazio.
Del resto per fare jogging, picnic sull'erba, passeggiate con i cani e corse in bicicletta, basta andare nei grandi giardini pubblici sul lato opposto della strada! 


martedì 22 aprile 2014

Holcus mollis, una morbidissima graminacea

Ci sono piante poco diffuse ma di facile coltivazione che dovrebbero essere meglio conosciute.
Una di queste è l'Holcus mollis...


Si tratta di una graminacea perenne e sempreverde dalle foglie morbidissime, quasi vellutate al tocco.
L'avevo vista anni fa sul catalogo di Beth Chatto dove veniva descritta come un soffice tappeto bianco ma non ero mai riuscita a ordinarla perchè era sempre 'out of stock'!
L'ho trovata invece un anno fa dove non me la sarei mai aspettata e cioè in uno di quei garden center brianzoli dai bancali pieni di gerani, surfinie e begoniette.
La pianta era cartellinata  semplicemente 'Holcus mollis' senza riportare il nome della varietà.
Osservando le foglie nastriformi credo si tratti della 'White Fog' dove il bianco predomina decisamente sulla striscia verde centrale, a differenza della 'Albovariegatus' dove invece la striscia verde è più larga.


Propagandosi velocemente grazie alle sue radici rizomatose, è da alcuni considerata invasiva se non addirittura infestante.
Come spesso mi accade quando compero una pianta su istinto, non avevo la più pallida idea di dove collocarla e quindi avevo deciso di tenerla in vaso, dove si trova tuttora


Ho messo la pianta a mezzombra insieme a un gruppo di altre piante in vaso la cui composizione varia a seconda della stagione.
L'Holcus ha superato brillantemente la calda estate, l'autunno e anche l'inverno, senza manifestare problemi.
Devo però ammettere che quest'ultimo inverno non è stato particolarmente freddo per essere considerato valido nel testare la rusticità di una pianta che perciò, nel caso dell'Holcus, è ancora tutta da verificare.
Le radici rizomatose però mi fanno sperare nella capacità della pianta di rigenerarsi in caso di avversità.
Nel vaso ho messo un normale terriccio con uno strato di ghiaino sul fondo per evitare ristagni idrici e, per lo stesso motivo, non ho messo il sottovaso.
Per quanto riguarda le innaffiature, sono giornaliere durante il periodo estivo e più occasionali per il resto dell'anno fino a sospenderle del tutto in inverno.
L'unico accorgimento che uso nell'innaffiare questa pianta consiste nel bagnare la terra evitando però di bagnare le foglie, ma probabilmente si tratta di una precauzione eccessiva da parte mia.
In ogni caso non ho mai riscontrato malattie o parassiti.


L'Holcus mollis non passa inosservato e mi piace moltissimo perchè riesco ad accostarlo a qualsiasi pianta e costituisce un bel 'colpo d'occhio' anche a distanza.
So che dovrei decidermi a trovarle una collocazione in piena terra perchè si tratta di un'eccellente pianta coprisuolo, ma continuo sempre a rimandare questa operazione...


lunedì 21 aprile 2014

Tornano le colazioni floreali di Odessa!

Dopo la pausa invernale, tornano finalmente le colazioni domenicali organizzate dalla floral designer Odessa Chiaravalli nel vivaio di famiglia.


Ho avuto già il privilegio di partecipare alle prime due colazioni da lei ideate lo scorso anno, ospitate nella suggestiva serra degli agrumi e ne ero rimasta semplicemente incantata!
Per ogni colazione Odessa individua un tema sempre nuovo attorno al quale sviluppa l'ambientazione, la mise en place e il menu.



Le nuove colazioni di quest'anno prevedono anche degli incontri letterari e saranno articolate su temi differenti come il cioccolato e il tè ma, grazie alla inesauribile creatività di Odessa, è previsto pure un incontro-aperitivo per il mese di giugno e una 'colazione fresca' per luglio.
Per chi ancora non conoscesse il vivaio della famiglia Chiaravalli, queste colazioni saranno anche l'occasione per aggirarsi tra le serre e ammirare la splendida collezione di agrumi, tra cui il curioso arancio 'Bizzarria' di cui vi ho già raccontato qualche mese fa.


Ma non solo...
Girando nel vivaio, vi immergerete in un'atmosfera agreste pur trovandovi nel cuore di Monza, dove trovano spazio anche gli animali della fattoria e un curatissimo orto-giardino

 
Se volete 'gustare un assaggio' delle precedenti colazioni di Odessa, ecco i miei post già pubblicati:
Colazione tra i fiori 
Colazione tra le zucche


Le colazioni di Odessa Chiaravalli sono esclusivamente su prenotazione.
Il calendario aggiornato degli appuntamenti lo trovate sulla sua pagina Facebook
Per info e iscrizione potete inviare una mail a
odessachiaravalli@yahoo.it
oppure telefonare al nr 039747772
 

domenica 20 aprile 2014

La bellezza di un campo di fiori

A volte non serve andare chissà dove, perfino un prato dietro casa può regalarci delle belle sorprese!
L'altro giorno ad esempio sono andata a fare la spesa in un grande centro commerciale di Villasanta, appena fuori Monza e nel campo di fronte al posteggio ho visto questa spettacolare distesa di fiori...


 La giornata era parecchio ventosa e il cielo era limpidissimo, di un azzurro intenso che raramente qui in città si riesce a vedere....


Mi è bastato solo voltare le spalle alla strada trafficata per godermi lo spettacolo di questo mare di erba e fiori che ondeggiava per il forte vento. 


Tra il verde dell'erba, i fiori della Salvia pratensis creavano macchie di un intenso blu-violetto


ma insieme a questi c'erano anche pratoline e ranuncoli gialli, magari meno appariscenti a prima vista, ma essenziali per creare le diverse sfumature di questo 'quadro vegetale'.



La bellezza c'è attorno a noi, basta saperla vedere...

... e se qualcuno mi sta leggendo oggi...Buona Pasqua!