martedì 25 febbraio 2014

Sedum: i miei consigli di coltivazione

I Sedum sono piante molto comuni e diffuse, sia allo stato spontaneo, sia coltivati, ma spesso li conosciamo con nomi di fantasia.
Ricordo ad esempio che da bambina vedevo praticamente ovunque dei vasi di una piantina che tutti chiamavano ‘Santa Teresina’ ma che in realtà ho scoperto solo anni più tardi essere un Sedum, per la precisione Sedum sieboldii.


Anche quelle piantine a consistenza carnosa che crescono spontaneamente tra le fessure dei muri o tra le rocce di montagna e che passano tranquillamente inosservate, per attirare la nostra attenzione solo quando si ricoprono di una nuvola di piccoli fiori a stella bianchi o gialli, non sono altro che Sedum: ed ecco che S.rupestre, S.album, S.reflexum, o S.acre, solo per citarne qualcuno, sono invece conosciuti con i fantasiosi nomi di Erba pignola, Ris de ratt, Pinocchina, Borraccina…

 
Perfino sui bancali dei garden center non è facile trovare Sedum correttamente cartellinati con i loro nomi e quasi sempre le etichette riportano la vaga identificazione di ‘Piante grasse’ o ‘Succulente’.

Eppure una corretta identificazione dei Sedum è  fondamentale per conoscerne caratteristiche ed esigenze e quindi coltivarli senza problemi, sfruttando al meglio le loro potenzialità.
In un mio precedente post  vi ho già indicato qualche sito utile per identificare i Sedum.

Una corretta identificazione mi permette di distinguerli in base alla loro rusticità.
Infatti allo stato spontaneo ci sono Sedum che crescono in alta montagna tra le rocce, altri in zone calde e aride, ma se ne trovano perfino nella tundra, in prossimità del circolo polare artico.
Da questo si può perciò facilmente capire che esistono Sedum in grado di resistere benissimo fino a temperature molto al di sotto degli 0° mentre altri richiedono un riparo già attorno agli 8-5°.

A mio parere è anche importante sapere se abbiamo a che fare con un Sedum deciduo o sempreverde, per poterlo utilizzare al meglio a scopo decorativo.

 
In ogni caso i Sedum sono piante dalle esigenze molto limitate e di facile coltivazione e, una volta capito se necessitano o meno di ricovero invernale, per il resto si coltivano tutti allo stesso modo.

In natura vivono in terreni molto poveri che non trattengono l'acqua.
Possiamo perciò utilizzare un qualsiasi terriccio universale o perfino terra di campo ma è fondamentale aggiungere abbondante ghiaino, perlite o piccole palline di argilla espansa per assicurare un drenaggio rapido ed evitare pericolosi ristagni idrici e compattamenti del terreno.

L’esposizione al sole per almeno mezza giornata è fondamentale per evitare eziolamenti e sbiadimenti.
L'unico Sedum che è in grado di crescere all'ombra è il Sedum palmeri, al quale ho già dedicato due post  qui e qui.
I Sedum richiedono innaffiature a partire dalla primavera, quando è scongiurato il pericolo delle gelate notturne e con più frequenza nel periodo estivo quando il terriccio si presenta asciutto, sospendendole completamente nei mesi più freddi.
Periodi di totale siccità anche nella stagione più calda sono comunque molto ben tollerati.
Ci sono perfino alcuni Sedum come S. rubrotinctum che assumono le caratteristiche e ricche colorazioni solo se cresciuti in pieno sole, con pochissima acqua e con un drenaggio molto rapido.


Per quanto riguarda la concimazione, i Sedum sono piante che si accontentano davvero di poco anzi, un’eccessiva fertilizzazione può solo creare problemi, facendoli crescere rapidamente ma con tessuti deboli e flaccidi, meno resistenti alla siccità e facilmente attaccabili da afidi e cocciniglie.
E’ sufficiente quindi una leggera concimazione da eseguire in primavera con un concime liquido, preferibilmente povero di azoto e diluito in acqua, da non somministrare mai a terreno asciutto ma solo dopo aver eseguito una normale innaffiatura.
Questo può sembrare poco ma i Sedum sono piante veramente di poche pretese e, se anche ci dimentichiamo di concimarli una volta all’anno, non ne soffriranno assolutamente.
Se la pianta è coltivata in un substrato ben drenante, al sole e senza troppe cure da parte nostra, crescerà sana e senza problemi di infestazioni da parte di parassiti.

La riproduzione avviene molto facilmente e rapidamente per talea di fusto, fogliare o per divisione di cespi, a seconda della specie e, avendo la pazienza di aspettare, anche da seme.

I Sedum sono perciò  piante facilissime da coltivare e dalle esigenze molto limitate, quindi adatte non solo ai giardinieri più inesperti ma anche ai più…pigri!


Questo post è tratto da un articolo da me scritto per la rivista Agraria.org
L'originale lo trovate qui 

In questo blog ho già dedicato molti post ai Sedum, eccoli:
Due o tre cose che so sui Sedum 
Sedum: ecco come utilizzarli in giardino 
I fiori dei Sedum, una piccola galleria fotografica 
Sedum spectabile, pianta generosa e di facile coltivazione 
Sedum praealtum, una pianta dimenticata 
Sedum palmeri, un'umile pianta da rivalutare 
Sedum palmeri, parliamone ancora 
 

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