lunedì 13 gennaio 2014

Chi pianta datteri...

...non mangia datteri!
Quando ero bambina ogni Natale mi sentivo ripetere questa frase.
Diversi anni più tardi ho invece scoperto che nei paesi caldi dove la palma da dattero (Phoenix dactylifera) viene coltivata, la pianta fruttifica in maniera commercialmente redditizia dopo 7-10 anni, quindi non so spiegare il perchè di quella frase ricorrente...
Da sempre però associo i datteri col Natale, quando sulla tavola comparivano quelle scatole lunghe e strette dal coperchio variopinto e corredate di una immancabile 'forchettina' di plastica color avorio a forma di danzatrice esotica sulle punte che nessuno però si sognava di utilizzare.
Ora preferisco invece comprare i datteri cosiddetti 'ramati', cioè attaccati ancora ai lunghi piccioli, meno zuccherosi e appiccicosi.


Nonostante il monito di quella famosa frase, ogni anno si finiva sempre col piantare i semi dei datteri che in effetti germogliavano senza troppe difficoltà, nonostante fossero stati essiccati e caramellati.


 Il germoglio spunta da quel lungo solco longitudinale, quindi in teoria sarebbe meglio interrare i semi orizzontalmente con il solco rivolto verso l'alto ma in realtà riescono a germinare anche se seminati in qualsiasi posizione.
Quasi subito spunta una lunga e robusta radice mentre la prima foglia lunga, stretta e 'pieghettata' sbuca dalla terra dopo qualche mese...


 A questo punto occorre molta pazienza perchè passano almeno un paio d'anni prima di veder spuntare la prima vera foglia palmata.


Se il vaso non finiva abbandonato in qualche angolo e ci si ricordava di tanto in tanto di dargli un po' d'acqua, la costanza veniva premiata e, nel giro di qualche anno, si otteneva una bella palmetta.
Di certo qui in Brianza chi pianta datteri non mangia datteri, ma è pur sempre un piacevole esperimento didattico da realizzare con i bambini attraverso il quale impareranno sicuramente...la pazienza del giardiniere!

Io però non amo le palme di nessun genere coltivate al di fuori delle loro terre d'origine, mi danno sempre l'impressione di elementi 'fuori luogo' che 'rubano la scena' alle altre piante, ma si tratta naturalmente di un mio gusto personale.


Le palme da esterno infatti sono diffusissime nei giardini lombardi, dove crescono senza particolari cure o problemi.
Al massimo richiedono una protezione dal gelo invernale, ma solo nei primi anni di vita o di impianto.


Ad esempio, questo giovane esemplare di Trachycarpus fortunei cresce felicemente in un giardino condominiale di Monza dove riesce pure a fruttificare anche se alle nostre condizioni climatiche i frutti non possono arrivare a maturazione.


In questo caso, date anche le contenute dimensioni, la palma non predomina il giardino e riesce pure a integrarsi tra le altre piante. 
Solo durante l'estate, quando compaiono i grappoli fruttiferi, cattura lo sguardo dei passanti e dà a questo giardino un piccolo e gradevole tocco esotico.


4 commenti:

  1. questa NON la sapevo. Grazie :))

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    1. Non hai mai seminato i datteri???
      Non ci posso credere :-D

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  2. Ciao Luisella,
    Ti ringrazio delle informazioni che hai dato e delle foto così ora sono sicura che quella foglia lunga, stretta e "pieghettata" è un dattero. Infatti qualche mese fa avevo infilato, neanche con tanta cura, uno (o forse più, ma non me lo ricordo) nocciolo nel vaso del basilico e l'altro giorno, quando sono andata a togliere le piantine di basilico ormai andate, ho visto questa novità, non ero sicura che fosse un dattero, grazie ancora.
    Buona giornata,
    Antonella

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    1. Ciao Antonella,
      con un po' di pazienza tra qualche anno avrai una bella palmetta in vaso.
      Buona coltivazione!

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