lunedì 30 settembre 2013

La notte dei ricercatori

La scorsa settimana è stata veramente ricca di eventi molto interessanti.
Venerdì si è svolta la 'Notte dei Ricercatori', una manifestazione che in realtà iniziava già dal mattino, organizzata dal CNR-IRSA (Istituto di Ricerca sulle Acque).
Un gruppo di ricercatori giovani e comunicativi era a disposizione dei visitatori per rispondere a domande e curiosità inerenti la chimica e l'ecologia delle acque dolci.


Strumenti di osservazione e di misura hanno permesso al pubblico di ogni età di assistere e di partecipare ad alcuni esperimenti.


Le attività si sono svolte sotto i portici dell'Arengario con incontri e conferenze destinati in particolare agli studenti...


e con esperimenti 'magici' sotto forma di fiaba riservati ai più piccoli...


Erano stati allestiti anche 5 stand per le attività scientifiche che riguardavano sia la fisica e la chimica delle acque superficiali, sia la biologia e l'ecologia degli ambienti acquatici



Lo stand che ha riscosso un grande interesse tra i bambini (e non solo...) è stato quello dei macroinvertebrati che vengono utilizzati come indicatori biologici per monitorare la qualità dei corsi di acqua dolce


Qui i visitatori, utilizzando le pipette da laboratorio,  potevano 'pescare' nelle vasche contenenti le acque e i fondali provenienti dal fiume Lambro...


...e quindi osservare al microscopio gli organismi prelevati


Ed è qui che ho fatto la conoscenza con il famigerato gambero rosso americano che sta soppiantando il gambero di fiume italiano...


Aggressivo e resistente all'inquinamento, il gambero americano è 'evaso' dagli impianti di allevamento, portando alla scomparsa diverse specie acquatiche sia animali che vegetali.
E' inoltre in grado di adattarsi a qualsiasi ambiente e riesce perfino a stare un giorno intero fuori dall'acqua, spostandosi così da un canale all'altro.

Complimenti agli organizzatori e ai bravissimi ricercatori che hanno avuto la possibilità di far conoscere ai monzesi il loro lavoro e l'importanza della ricerca applicata in ambito cittadino.

venerdì 27 settembre 2013

Primi acquisti d'autunno

Dai miei recenti giri nei garden center della zona non sono certo tornata a mani vuote.
Non mi serviva niente di particolare, solo qualche piccola pianta per introdurre il cambio di stagione anche in giardino.
Da qualche anno ad esempio non mi faccio mai mancare qualche ciotola di cavoli ornamentali: durano oltre la fine dell'inverno e senza troppe attenzioni.
Questi intanto sono i primi tre, poi vedremo... 


Il Senecio cineraria è una perenne ma nel mio giardino in ombra ha vita grama e la considero quindi come se fosse una stagionale.
Anche questa pianta è diventata un acquisto immancabile da quando mio figlio, ancora piccolo, un giorno mi disse: 'Questa pianta sa d'inverno'.
E aveva ragione.
Le foglie della Cineraria, ricoperte di morbida peluria bianco-grigia, ricordano la brina, il gelo e la neve.
Insomma, per me è diventata una pianta della stagione fredda e ne inserisco sempre qualcuna qua e là.
Quest'anno ho pensato di accostarle agli ellebori.


Anche nei garden center più commerciali è possibile fare degli acquisti particolarmente interessanti.
Ho trovato ad esempio un vaso di Liriope muscari 'Monroe White' dalle foglie nastriformi verde scuro e che produce fiori bianchi.
E' una Liliacea rizomatosa, rustica e sempreverde e la metterò nel vascone dove ho già la classica Liriope a foglia variegata e fiore viola.


Tra gli avanzi dei saldi estivi ho poi trovato questo Sedum ignoto a 0,78 centesimi...preso al volo!


Si tratta certamente di un Sedum telephium ma non ho intenzione di mettermi a fare ricerche approfondite per individuarne la varietà anche se è piuttosto evidente che appartenga all'Atropurpureum Group.
La pianta è già in avanzata fioritura e con l'arrivo del freddo la parte aerea morirà poichè si tratta di un Sedum erbaceo.
La pianta però è perenne e in primavera dal ceppo radicale spunteranno i nuovi germogli.

Tra le piante di seconda scelta ho trovato invece questo Helleborus niger a 2 euro.
La pianta è sana e dal ceppo sono ben evidenti due nuove foglioline.
Tra qualche settimana arriveranno sui bancali i nuovi ellebori già provvisti di splendide fioriture forzate e ovviamente per il garden center questo elleboro è 'vecchio' e poco appetibile anche se perfettamente in linea con la stagione.


Naturalmente ho ancora altri garden center e vivai da visitare, oltre alle mostre specialistiche autunnali...

Ed ecco i primi tre cavoli ornamentali: li ho riuniti in una ciotola e li ho messi vicino alla porta d'ingresso.



Se siete interessati ai cavoli ornamentali, ho già pubblicato due post a loro dedicati, raccontando la mia esperienza di coltivazione.
Li trovate qui:
Cavoli in giardino...purchè ornamentali!

Cavoli ornamentali - seconda parte


giovedì 26 settembre 2013

Una piccola soddisfazione

Qualche mese fa vi avevo mostrato questa foto vergognosa, raccontandovi quanto mi facessero arrabbiare i garden center che gestivano in questo modo l'invenduto


Finalmente, dopo tante arrabbiature, l'altro giorno ho trovato una bella sorpresa...


Ecco com'era prima...


e come è ora...


Non ho la presunzione di credere che i responsabili di questo garden center abbiano letto il mio post, ma non posso nascondere la mia soddisfazione nel vedere che finalmente hanno capito l'errore che stavano facendo.
Hanno ripulito i bancali, buttato l'irrecuperabile e ridato dignità alle piante sopravvissute, liberandole dalle infestanti e dal secco.
Queste poi portano l'etichetta 'seconda scelta' con prezzi davvero irrisori, soprattutto tenendo conto che la maggior parte di esse sono piante perenni.

Poi il cliente farà le sue scelte, tra l'assortimento di piante splendide appena arrivate dai vivai e piante d'occasione e, in ogni caso, una non esclude l'altra.
E con un po' di pulizia ci guadagna pure l'aspetto di tutto il garden center!

Non ci voleva molto...

mercoledì 25 settembre 2013

L'oasi ambientale di Monza

In questi giorni, grazie all'iniziativa di Ville Aperte in Brianza 2013, sto visitando alcuni luoghi di Monza che solitamente non sono aperti al pubblico.
E le sorprese non mancano!
Ho scoperto ad esempio che a Monza esiste un'oasi ambientale proprio nel centro della città...


Nel punto dove il fiume Lambro si ricongiunge con il Lambretto, la deviazione artificiale creata dai Visconti nel XIV secolo a scopo difensivo, c'è un'area di 9000 mq. che, per la sua particolare disposizione, rimane completamente nascosta alla vista dei passanti.


Si entra da una porticina in fondo a Piazza Castello e si scopre un luogo del tutto inaspettato.
Pur essendo in una zona centrale, attorno alla quale si trovano punti nevralgici come la stazione ferroviaria di Monza e le principali vie di traffico cittadino, l'area risulta particolarmente protetta, trovandosi al di sotto del livello stradale e schermata dalla vegetazione.


Nell'oasi si può vedere anche la 'briglia', un'opera muraria a gradoni che serviva da sbarramento per regolare il flusso del Lambro.


I gradoni sono formati da blocchi di 'ceppo lombardo', un conglomerato di rocce prevalentemente sedimentarie, tipico della zona.
Uno di questi blocchi reca ancora incisa la data di costruzione...


L'oasi è si presenta come un'isola fluviale dove, oltre agli uccelli normalmente presenti in ambito cittadino, trovano riparo anatre e aironi cenerini.


E infatti è stato predisposto anche un percorso, dedicato proprio all'osservazione degli uccelli,  attraverso il quale si raggiunge una zona schermata...


...dalla quale è possibile osservare gli uccelli senza essere visti e soprattutto senza disturbarli



La vegetazione è parzialmente spontanea poichè tempo fa erano stati piantati alberi da frutto come melograni e fichi ma anche oleandri e allori.


In anni più recenti invece sono state reintrodotte piante autoctone come ontani, farnie, pioppi e salici.


Il Lambro è naturalmente ciò che dà vita a quest'oasi ma purtroppo porta con sè anche detriti e rifiuti che raccoglie lungo il suo percorso...


L'oasi ambientale è da anni gestita dalla sezione monzese di Legambiente che, con il lavoro dei suoi volontari, ha recuperato un'area così importante per la città, sia dal punto di vista ecologico che storico.


Il Circolo Legambiente di Monza, che tutela questo luogo e si occupa della piantumazione e del contenimento delle infestanti, ha inoltre valorizzato l'oasi trasformandola in un'area didattica per le scuole.



Naturalmente l'impegno dei volontari di Legambiente non si limita all'oasi ma ripropone a Monza le campagne nazionali dell'associazione come Puliamo il Mondo 2013, che si svolgerà sabato 28 settembre.
Dalle 10 alle 12 allo Spalto Isolino, siamo tutti invitati a partecipare alla pulizia del Lambro.
Ad ogni partecipante verrà consegnato un kit 'Puliamo il mondo' che comprende guanti, cappellino, pettorina e gadget.
Ci vediamo sabato!

martedì 24 settembre 2013

Un calendario particolarmente...spinoso!

La scorsa domenica siamo andati nelle Langhe, in giro tra vigneti e coltivazioni di noccioli.
Nel pomeriggio ci siamo poi fermati ad Acqui Terme, una bella cittadina in provincia di Alessandria, famosa per le sue acque termali curative.
Nell'aiuola di una piazza c'è un calendario molto curioso dove i numeri sono composti nientemeno che da piccoli cactus in vaso...


L'avevo visto già un anno fa e mi ha fatto piacere constatare che questa bella iniziativa venga ancora mantenuta viva!



A differenza dello scorso anno, quando i piccoli cactus erano tutti uguali tra loro, ora ho notato che ce ne sono di diverse varietà.
Alcuni hanno anche i boccioli, altri invece hanno i 'figli' accanto, ma sono sempre tutti rigorosamente in vasetti della stessa dimensione e colore.


L'aggiornamento quotidiano del calendario viene eseguito dai ragazzi diversamente abili della Associazione onlus Esperia di Acqui Terme.
Purtroppo non ricordo il nome della piazza dove si trova questo particolare calendario spinoso, ma vi mostro la foto, così se passate da quelle parti la potete subito riconoscere...


Complimenti ai ragazzi per il loro costante impegno quotidiano!


lunedì 23 settembre 2013

Autunno nei garden center

Settembre è decisamente un bel mese per il giardino.
Passato il caldo estivo tutto sembra più rigoglioso e sano, le piante hanno ripreso vigore, ripartono le fioriture.
Anche se non devo fare acquisti particolari per il mio giardino, un giro di perlustrazione nei vari garden center brianzoli non me lo faccio mancare, giusto per gustare gli arrivi d'autunno e qualche immancabile novità...   


Già all'entrata del primo garden center una allegra sfilata di colorate zucche ornamentali fa subito autunno!


Più avanti tra i nuovi arrivi, un bancale di Clerodendrum cattura subito la mia attenzione.


Foglie lucide, bei fiori riuniti in pannocchie pendule, da noi può vivere solo in casa perchè non tollera temperature inferiori ai 15°, in più necessita pure di un certo grado di umidità costante.
No, non fa per me, però questi fiori bianco-verdastri mi piacciono...


Con l'arrivo dell'autunno ritornano pure i ciclamini.
Non so perchè, ma è una pianta che non mi è mai piaciuta e quando li vedo nei garden center...passo oltre!
Questi però ho dovuto fotografarli...



Saranno quei petali sfrangiati, oppure quelle foglie dai margini dentellati e con quella colorazione poco 'sana', ma io li trovo piuttosto inquietanti...


Bello invece l'Hypericum con le sue bacche colorate.
Se avessi a disposizione un posto al sole, darebbe una nota di colore al giardino con i suoi fiori gialli in tarda primavera e le belle bacche autunnali.


Curiosa invece la mini-pianta d'ananas, un tocco esotico per i nostri appartamenti di città.
Non ho idea di quanto possa durare ma per pochi euro, 5,90 per la precisione, si potrebbe anche tentare


Naturalmente cominciano a fare la loro comparsa anche le eriche, le piccole conifere e primi vasi di crisantemi ma siamo solo all'inizio della stagione e il loro clou sarà a ottobre.

Stiamo iniziando ora a goderci l'autunno ma nei garden center già serpeggia una pericolosa aria natalizia...


E' una mia impressione, ma ogni anno il Natale si anticipa sempre di più?


giovedì 19 settembre 2013

Due o tre cose che so sui Sedum

Ho notato che i post che dedico ai Sedum riscuotono sempre un certo interesse.
Ne sono felice perchè per anni li ho pazientemente ricercati, coltivati e collezionati.
Non ho la pretesa di considerarmi un'esperta di Sedum ma qualcosa ho imparato e credo possa essere utile condividere con altri la mia esperienza...


La prima cosa che ho imparato è che esiste una grande confusione a proposito dei Sedum, perfino tra chi li vende: quasi sempre i vasi riportano etichette molto generiche come 'pianta grassa', 'succulenta' e perfino 'cactus', per non parlare poi dei vari nomi di fantasia che vengono attribuiti...

In effetti il genere Sedum è molto vasto e comprende centinaia di specie provenienti da diversi angoli della Terra, dalle zone aride e secche, dagli ambienti alpini, e perfino dalla tundra.

A complicare le cose bisogna sapere che i Sedum sono piante polimorfe.
Lo stesso Sedum, cresciuto in condizioni diverse di coltivazione o di ambiente, facilmente modifica il proprio aspetto e quindi può dar luogo erroneamente a due diverse identificazioni.
Volete un esempio concreto?
Eccolo...


Sembrano due piante diverse, vero?
Invece si tratta della stessa pianta, il Sedum palmeri, sul davanzale di casa mia e quindi con la stessa esposizione e la stessa tecnica di coltivazione ma cresciuti in due vasi distinti e, particolare fondamentale, con due terricci completamente diversi! 

La corretta identificazione è però molto importante perchè, pur essendo tutti di facile coltivazione, ci sono Sedum rustici, cioè che reggono bene le rigide temperature invernali, e altri che invece non le tollerano per niente e quindi vanno messi al riparo quando si scende sotto i 5° altrimenti muoiono.
Direi perciò che è fondamentale sapere con quale Sedum si ha a che fare!

Anche in rete purtroppo regna una grande confusione a proposito di Sedum e bisogna individuare con attenzione quali sono le fonti più attendibili da consultare per identificare correttamente i propri Sedum.
Ve ne segnalo allora qualcuna...
Il sito più autorevole è certamente quello della Sedum Society , fondata da Ron Evans e ora sotto la direzione di uno dei massimi esperti del settore, Ray Stephenson.
Entrambi sono anche autori di libri dedicati ai Sedum.
Ho avuto tra l'altro la possibilità di sfogliare 'Sedum, Cultivated Stonecrops' scritto da Ray Stephenson: si tratta di un'opera veramente notevole ma a mio parere destinata a veri esperti e studiosi del genere e perciò al di sopra delle reali necessità di una collezionista dilettante come me.

Affidabile è anche il sito Sedum Photos.net di Wayne Fagerlund, ricco di foto che possono aiutare nell'identificazione.

Belle foto nel sito di un famoso collezionista russo Peter Lapshin che comprende non solo i Sedum ma l'intera famiglia delle Crassulaceae e altre succulente.

Dal web è possibile anche scaricare gratuitamente una bella pubblicazione della Royal Horticultural Society dedicata però ai soli Sedum erbacei scritta da Christopher Whitehouse.

Questo tanto per iniziare, ma naturalmente ho ancora molte cose da raccontarvi sui Sedum!

Ah, i fiori che vi ho mostrato all'inizio del post sono di Sedum laconicum album.

Se siete interessati all'argomento, ho già dedicato altri post ai Sedum.
Eccoli:

Sedum: i miei consigli di coltivazione

Sedum spectabile, pianta generosa e di facile coltivazione 

Sedum palmeri, un'umile pianta da rivalutare 

Sedum palmeri, parliamone ancora 

I fiori dei Sedum: una piccola galleria fotografica 




martedì 17 settembre 2013

Ville Aperte in Brianza 2013


Tra pochi giorni avrà inizio l'undicesima edizione di 'Ville Aperte in Brianza', un invito alla scoperta del patrimonio artistico e architettonico brianzolo, tra cultura e natura.



Sono sempre più numerosi i comuni che aderiscono a questa iniziativa della Provincia di Monza e Brianza che, per l'importanza e l'elevato livello delle proposte offerte al pubblico, ha ricevuto il riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica con la Medaglia di Rappresentanza.

Da sabato 21 a domenica 29 settembre verrà dunque aperto al pubblico il grande patrimonio di ville, parchi, giardini, chiese e dimore storiche con visite guidate ed eventi culturali.

Come ogni anno anche Monza mette a disposizione una serie di itinerari tra il Parco e il centro storico.
Per chi ancora non li conoscesse, consiglio sicuramente la visita agli appartamenti privati del Re e della Regina nella Villa Reale di Monza.
Dopo anni di degrado e abbandono si sta finalmente riportando agli antichi splendori questo importante edificio e in questa occasione è possibile visitare anche il cantiere e vedere lo stato di avanzamento dei lavori.
E' invece da tempo terminato il restauro del piano nobile, dove appunto ci sono gli appartamenti che si possono visitare. E' in corso anche un paziente lavoro di recupero degli arredi, dispersi in altre residenze reali, sedi diplomatiche e palazzi di rappresentanza.
I pochi mobili presenti nelle stanze sono però tutti autentici, come la camera da letto del Re, ritrovata ancora imballata nelle cantine di una residenza sabauda in Piemonte e ora restituita a Monza.



Anche le stanze vuote però hanno recuperato il fascino di un tempo, con i decori, i pavimenti intarsiati, le tappezzerie di seta e le ceramiche.

Per il secondo anno parteciperà all'evento anche la Provincia di Lecco che ha inserito all'interno della manifestazione la Villa Monastero di Varenna che, pur trovandosi al di fuori della Brianza, è certamente un gioiello inestimabile della provincia.
Anche questa, se ancora non la conoscete, merita sicuramente una visita, insieme ai suoi giardini terrazzati, con specie arboree esotiche, rarità botaniche e una ricca collezione di agrumi.



Di grande fascino anche le suggestive prospettive paesaggistiche oltre agli elementi architettonici inseriti nel parco.





 Sul sito di Ville Aperte trovate l'elenco dei Comuni che aderiscono, con tutte le informazioni e le modalità di iscrizione.

Io ho già scelto e prenotato cinque visite per la prossima settimana!