mercoledì 31 luglio 2013

Fiori che durano per sempre...o quasi!

Mi piace che in giardino ci siano sempre dei fiori in qualsiasi stagione, anche in pieno inverno. 
E' difficile invece che abbia fiori in casa perchè non amo i fiori recisi.
Mi piace vedere i fiori sulle piante quindi non li taglio assolutamente mai per metterli in un vaso: i miei fiori nascono, crescono e muoiono in giardino.
Ci sono però delle piante i cui fiori si prestano ad essere essiccati e utilizzati per composizioni secche.
Una di queste è il Goniolimon tataricum, una erbacea perenne che produce minutissimi fiorellini


Appartiene alla stessa famiglia dello Statice, altra pianta i cui fiori hanno analoghe caratteristiche.
I lunghi steli del Goniolimon sono rigidi e molto ramificati e portano panicoli di fiori in miniatura che appena aperti sono leggermente rosati.
Da lontano comunque l'aspetto è quello di una massa di fiorellini bianchi.


La pianta che mi regala tutto ciò è una rosetta di lunghe foglie basali lanceolate e morbide.
Da anni ne coltivo una in un grande vaso insieme ad un mix di Sedum tappezzanti poichè hanno le stesse esigenze colturali: terreno ben drenato, esposizione al sole, qualche innaffiatura durante il periodo estivo, scarse o nulle per il resto dell'anno, ottima resistenza al gelo invernale.
Una pianta quindi di facile manutenzione.
Gli steli spuntano dalla rosetta di foglie a primavera e rapidamente si allungano.
Questa foto è dei primi giorni di maggio...


La piena fioritura avviene tra giugno e luglio ma per produrre tutto ciò la pianta si impoverisce molto, facendo seccare gran parte delle foglie, perciò verso la fine di luglio taglio tutti gli steli alla base.
Nel giro di qualche giorno, dopo aver tolto gli steli, il Goniolimon si rianima e riprende vigore.


Ed ecco il mio 'raccolto' di quest'anno...



Gli steli sono lunghi 30-40 cm e nell'insieme hanno un aspetto leggero e aereo.
Li metto direttamente in un vaso, ovviamente senz'acqua, dove diventeranno del tutto secchi


Non c'è altro da fare e rimangono così finchè non mi stanco di vederli e li unisco ad altri fiori secchi per formare nuove composizioni.

Fiori veri dal mio giardino ma...a lunga conservazione!

martedì 30 luglio 2013

Perchè continuo ad arrabbiarmi nei garden center?

Lasciatemi sfogare ancora, poi vi prometto che cambio argomento...almeno fino al prossimo giro in un garden center...

Vi avevo già parlato in un mio precedente post dei saldi che alcuni supermercati del giardinaggio applicano sulle piante durante i mesi estivi.
Magari non tutti si rivelano essere dei veri affari ma, come accade per quasiasi genere di merce in saldo, qualcosa di interessante e valido si può sempre acquistare.

Ecco perchè mi arrabbio quando vedo questi 'cimiteri' delle piante...




Vi assicuro che non sono andata nelle zone off-limits del garden center.
Questi lunghi e sterminati bancali, pieni di vasi con piante defunte, moribonde o occupati da infestanti che hanno preso il posto delle piante originarie ormai schiattate, si trovano in bella vista, proprio di fianco alle tettoie che ospitano le nuove piante da vendere.

Ma perchè????
Non si vogliono vendere le piante in saldo?
Ok, ognuno fa le sue scelte commerciali e io non le discuto.
Ma perchè lasciarle agonizzare sotto gli occhi di tutti?
Il garden center non dispone di un luogo di compostaggio?
L'effetto è esteticamente sgradevole in un posto dove tutto ciò che si trova alla vista del cliente dovrebbe avere un aspetto sano, curato e rigoglioso.
Non solo...
Non mi pare nemmeno una mossa furba dal punto di vista pubblicitario.
Sarebbe come dire: 'Ecco come diventano le piante che acquistate da noi'.

Mi fermo qui perchè non ho più parole, solo parolacce.

lunedì 29 luglio 2013

Perchè mi arrabbio quando vado in un garden center?

Alcuni giorni fa sono andata in un grande garden center brianzolo, era il mio compleanno e mi sono fatta qualche regalo.
Girando tra i bancali ho notato alcune piante che si distinguevano da quelle che normalmente si trovano in questi supermercati del verde.
Ve ne mostro qualcuna, con relativi commenti...

Questa pianta dai bei fiorellini rosso corallo è una  Jatropha integerrima


Bella pianta molto decorativa e di facile coltivazione ma, essendo di origine tropicale, non regge temperature inferiori ai 15° e qui siamo in Brianza non in Sicilia.
Perchè non mettere un cartello che indichi le esigenze colturali delle piante?
Già mi immagino la fine di queste povere piantine...



Andiamo avanti...
Questa è una Datura metel  dai bei fiori vistosi che da noi viene coltivata come annuale ed è la prima volta che la vedo in questo garden center.
A parte ciò, perchè l'ho notata?
Poco tempo fa la Datura metel è salita agli onori della cronaca perchè è la pianta con la quale una nonna aveva cucinato il pranzetto che ha avvelenato la sua famiglia.
Caspita, ma allora è una pianta famosa, proponiamola subito ai nostri clienti!



Bellissima la Protea!
E' originaria del Sud Africa, di cui è il fiore simbolo nazionale.
Anche stavolta nessun cartello che ne suggerisca quantomeno il ricovero invernale...vabbè, per 7,50 euro si avrà uno stupendo fiore per composizioni secche...



Altra pianta da clima mite, la Cassia corymbosa, può adattarsi anche da noi, mettendola magari in posizione riparata. 
La pianta, così graziosa nel suo vasetto, è piuttosto vigorosa, si allarga e si allunga molto, anche oltre i due metri...e ditelo, per favore!




Toh, la Dipladenia...
ormai si trova ovunque su balconi e davanzali, belle foglie, splendidi fiori, facile coltivazione...ma perchè proporla in versione alberello?????
E' un rampicante!
Infatti dagli alberelli già si allungano i nuovi rami lianosi...



Finalmente una erbacea perenne e soprattutto rustica: la Lobelia speciosa.
Stavolta non mi arrabbio.



I peperoncini ormai sono onnipresenti in tutti i garden center, sembra non si possa farne a meno.
Peperoncini, peperoncini...


...peperoncini a perdita d'occhio...comincio ad annoiarmi



Incontro poi questo groviglio verde che si chiama Juncus effusus 'Spiralis'.
Può piacere o non piacere è questione di gusti, ma è una pianta palustre...
E ditelo per favore!


Ecco invece l'unico cartellino esplicativo che ho trovato.
Perenne sì, ma alla corretta ambientazione.



Insomma, se da una parte apprezzo lo sforzo di offrire qualche pianta diversa dal solito, dall'altra mi arrabbio per la superficialità con la quale vengono proposte.
Basterebbe che su questi cartellini gialli per ogni partita di piante oltre al prezzo fossero fornite anche semplici informazioni colturali.

E' così difficile da realizzare?

sabato 27 luglio 2013

Sei nato lo stesso giorno del Royal Baby? Entri gratis alla mostra floreale!

Ecco la notizia curiosa che ho scoperto questa mattina nel sito della RHS.
Per festeggiare la nascita del futuro Re (ma mooolto futuro, visto che prima deve seppellire la bisnonna Elisabetta, il nonno Carlo e il padre William) la Royal Horticultural Society ha deciso che chi dimostrerà, documenti alla mano, di essere nato il 22 luglio potrà entrare gratis al RHS Tatton Park Flower Show.

Photo credit: RHS/Lee Beel

La mostra è uno dei tanti eventi organizzati dalla RHS e si svolge durante questo fine settimana.
La manifestazione è incentrata sui giardini che attirano api e farfalle e in particolare proprio sui wildflowers meadow di cui vi ho raccontato nel post di ieri.


venerdì 26 luglio 2013

Un campo di fiori in giardino

In uno dei miei primi post vi avevo parlato di un prato condominiale che ogni primavera si ricopre di primule, ve lo ricordate? 



Siamo in piena estate ed ecco come appare ora lo stesso giardino...



Si è trasformato in un colorato prato di campagna, con margherite, tarassaco e anche qualche campanula azzurra


Guardandomi in giro, noto sempre più di frequente giardini privati, perlopiù condominiali, che hanno rinunciato alla perfezione del classico prato verde di erba rasata a favore di una vegetazione più spontanea e decisamente più facile da gestire.

Questo giardino ad esempio è stato colonizzato da comuni margheritine  (Bellis perennis) e occhietti della Madonna (Veronica persica).


Quest'altro invece è il prato che circonda un grande supermercato. Tutta l'area, che è peraltro curatissima, è interamente tappezzata di trifoglio bianco (Trifolium repens) trifoglio violetto (Trifolium pratense) e prunella (Prunella vulgaris).



I prati di questo tipo sono l'ultima moda del giardinaggio inglese e vengono chiamati wildflowers meadow ovvero 'campi di fiori selvatici' che in realtà sono invece il risultato di un paziente lavoro di ricerca e reintroduzione di specie spontanee locali.

Grande sostenitore di questo tipo di giardini è il Principe Carlo che nella sua tenuta di Highgrove ha realizzato un wildflowers meadow sperimentale, dove ha reintrodotto 32 varietà di piante native che i moderni metodi di coltivazione avevano quasi portato all'estinzione.
'E' meglio lavorare con la Natura piuttosto che contro di essa' è la frase che riassume la filosofia ambientalista del Principe.

Chiunque abbia un prato erboso conosce bene l'impegno e la fatica che la sua manutenzione richiede, tra tagli, concimazioni e innaffiature regolari, e io ne so qualcosa...

Le piante spontanee invece si accontentano della pioggia e del sole, si autodisseminano, sono resistenti alle malattie e a volte ci regalano spettacoli incantevoli.

Queste foto di campi incolti sono un esempio di quello che ho trovato fuori città...






Non li trovate bellissimi?

Un giardino in stile wildflowers meadow però non è alla portata di tutti.
A mio parere,  si ottengono risultati soddisfacenti da una coltivazione 'spontanea' solo su grandi superfici, come possono essere appunto i giardini condominiali, con evidenti vantaggi in termini di manutenzione ridotta.
In un giardino di piccole dimensioni si rischia invece di ottenere un effetto 'incolto e disordinato' anzichè 'spontaneo'.
Continuerò perciò a tagliare l'erba, innaffiare, concimare, estirpare le infestanti, tagliare, innaffiare, estirpare, tagliare, innaffiare...



giovedì 25 luglio 2013

Viva Las Vegas...

...e' quello che ho pensato stamattina quando ho incrociato questa auto color rosa metallizzato...



a bordo però non c'era un sosia di Elvis ma una sposa visibilmente emozionata




e un padre, altrettanto emozionato ma anche parecchio imbarazzato, che girandosi verso di me mi ha detto 'Di certo non passeremo inosservati...'








Già che c'ero, visto che la figura della curiosa ormai l'avevo fatta, ho sbirciato i fiori sul retro dell'auto (no, il bouquet della sposa non sono riuscita a vederlo...)




E su un'auto del genere non poteva che esserci una composizione allegra, colorata e molto estiva, formata da girasoli, gerbere gialle e bacche di iperico rosse e rosa.


Viva Las Vegas...oops...volevo dire Viva gli Sposi!

Ma i cartellini sbagliati capitano tutti a me?

Quest'anno è già il secondo...

Prima c'è stato il Papavero orientale 'White Ruffles' che, una volta sbocciato si è rivelato invece un 'Royal Wedding'...vabbè, era comunque un papavero e per fortuna era bianco...e in ogni caso si trattava di una pianta in prova.




In questi giorni si stanno aprendo le spighe della Liatris spicata di cui avevo piantato i bulbi in primavera nella bordura dietro le Hosta.

Vi mostro il cartoncino della confezione che, come d'abitudine, ripongo in una scatola dove conservo tutti i cartellini delle piante 'in essere' (esiste in realtà anche una seconda scatola, con i cartellini delle piante che, per un motivo o per l'altro, non hanno superato la 'prova d'ingresso', sono morte, sono state regalate ecc. ecc. ma questa è un'altra storia...)

Vi prego di osservarlo bene, eccolo...


ed ecco invece cosa è spuntato...



no, dico, ma è VIOLA!!!!!!!!!
E non è uno solo, ma sono ben 10 piantine e tutte mostrano inequivocabili boccioli viola...ma porca miseria!

Ora sto guardando con sospetto gli ultimi acquisti, un gruppo di erbacee miste, cartellinate a fiore bianco, ma dalle quali a questo punto non so cosa aspettarmi.

E notare che i cartellini delle erbacee da qualche tempo sono saldamente ancorati ai vasetti di plastica e le etichette non sono facilmente sfilabili e confondibili tra loro come invece accadeva una volta.

Vorrei solo capire se per caso ho sviluppato un'inconsapevole capacità nello scegliere le piante erroneamente cartellinate oppure se ultimamente tra i vivaisti va di moda appioppare i cartellini a caso.

Ma quest'anno sta capitando solo a me? 


 

mercoledì 24 luglio 2013

Giardinaggio e meteo: è arrivato il caldo, cosa fare in giardino?

Inizia un periodo di grande stress per un piccolo giardino di città: è arrivato il caldo estivo tipico dell'hinterland milanese con temperature diurne oltre i 30°, alto grado di umidità e scarsa ventilazione.

Con qualche accorgimento il nostro spazio verde potrà affrontarlo al meglio.

Le piante in vaso sono quelle che patiscono di più il caldo.
Se possibile, è meglio spostarle in una zona ombreggiata magari riunendole a gruppi e innaffiarle quotidianamente.

Le piante in piena terra resistono meglio al caldo ma ce ne sono alcune che necessitano di qualche attenzione in più.
Sono quelle piante che amano avere le radici al fresco come le camelie, le ortensie e le hosta che richiedono annaffiature quotidiane.
Per queste piante una pacciamatura di cortecce può senz'altro essere utile a rallentare l'evaporazione dell'acqua dal terreno.


Con l'arrivo del caldo, l'erba rallenta la crescita e il prato richiede tagli meno frequenti.
Per evitare una rapida evaporazione, è bene alzare il livello di rasatura del tagliaerba.

Le innaffiature saranno quotidiane, al mattino presto o tardi alla sera, evitando quindi le ore centrali di pieno sole quando l'acqua evaporerebbe in breve tempo.
Personalmente preferisco bagnare al mattino presto.
Nel mio giardino il sole non arriva fino a mezzogiorno e così, innaffiando intorno alle 7 di mattina, l'acqua imbeve bene il terreno arrivando fino alle radici.
In questo modo sia il prato che le varie piante in vaso possono affrontare tranquillamente la lunga giornata estiva.

Bagnare le foglie, sì o no?
Per alcune piante può essere un problema.
Le Hydrangee ad esempio preferiscono innaffiature direttamente alla base, il peso dell'acqua le affloscia.
Anche per le Hosta è meglio evitare di bagnare le foglie. Le gocce d'acqua, se raggiunte dal sole, si trasformano in lenti che provocano ustioni alle loro croccanti foglie.
Per altre piante invece le 'docce' sono una quotidiana cura di bellezza.
Le siepi di Pyracantha amano essere ripulite da polvere e smog cittadino.
Le innaffiature a pioggia possono anche servire a ripulire le piante da un'invasione di parassiti purchè allo stadio iniziale.
Per esperienza, ho notato che le docce quotidiane evitano ai Viburni le infestazioni del temibile ragnetto rosso di cui è nota l'avversione per l'umidità.

Con il caldo le concimazioni vanno sospese.
Le piante entrano in un periodo di stasi, una sorta di riposo estivo.
Ne è un esempio evidente il prato: se in primavera l'erba cresceva a vista d'occhio, richiedendo tagli molto frequenti, ora lo taglieremo molto meno spesso.
Dobbiamo assecondare questo riposo estivo della vegetazione, evitando di forzarla con i concimi che riprenderemo invece a somministrare verso settembre.

Un lavoro noioso ma indispensabile è la rimonda dello sfiorito.
Ogni giorno passiamo in rassegna le piante e togliamo tutti i fiori appassiti.
Oltre a evidenti vantaggi dal punto di vista estetico, eviteremo alle piante l'impegno di portare a maturazione i semi, sempre che non si abbia l'intenzione di raccoglierli per semine future.

Soprattutto con il caldo, dobbiamo sempre controllare lo stato di salute delle nostre piante e intervenire tempestivamente in caso di presenza di parassiti o di infezione crittogamica.

Non dimentichiamoci poi che il nostro piccolo spazio all'aperto, giardino o balcone che sia, durante l'estate è un'oasi verde non solo per noi ma anche per i tanti piccoli ospiti che lo animano come insetti impollinatori, farfalle e uccelli.
In questi giorni i giovani merli trovano un riparo sicuro e fresco sotto la siepe, in attesa che arrivi il genitore con il cibo. 



Sotto l'arco delle rose, un luogo ombroso e riparato dagli sguardi, trovano sempre anche una vaschetta colma di acqua fresca dove possono bere e fare il bagno.

martedì 23 luglio 2013

Dal mio giardino: la Rosa Katharina Zeimet

Continuo a presentarvi le mie rose, descrivendole una alla volta: oggi tocca alla Rosa 'Katharina Zeimet'.
Mi è stata regalata anni fa da Silvia, un'amica di forum con la quale ci scambiavamo frequentemente piantine e talee.
E questa rosa era proprio una talea di una delle sue piante.


La Rosa 'Katharina Zeimet' è stata una delle prime rose polyantha e fu ottenuta dall'ibridatore tedesco Lambert nel 1901.
A primavera è la prima rosa che fiorisce nel mio giardino.
Di dimensioni contenute, si allarga più che alzarsi, ed è molto adatta alla coltivazione in vaso.
E infatti all'inizio l'avevo proprio messa in un vaso piuttosto alto che dava risalto al suo portamento morbido ma non eccessivamente ricadente.
In seguito l'ho collocata in piena terra, insieme a tutte le altre rose, a formare il mio piccolo roseto.
E' stato uno sbaglio, lo ammetto, perchè ha perso completamente visibilità e, confondendosi con le altre, non si apprezza più il suo aspetto delicato e leggero.



E' comunque una rosa molto rifiorente, dalla primavera fino ad autunno inoltrato.
I suoi fiori bianchi sono piccoli e con un elevato numero di petali, fino a 40.
Gli steli sono lunghi, riuniti a mazzi di 10-20 fiori.
La corolla è piuttosto aperta e lascia intravedere gli stami gialli.
Ha un profumo fresco e delicato che mi piace tantissimo.


I rami sono esili, quasi del tutto privi di spine, e nell'insieme formano un cespuglio che difficilmente supera il metro d'altezza.


Nonostante il suo aspetto delicato, la Rosa Katharina Zeimet è molto vigorosa, rustica e resistente a parassiti e malattie.


Un difetto?
Lo so, è una mia fissazione: non è autopulente e i fiori diventano marroni rimanendo sulla pianta.
In ogni caso, tagliando i rami quando i fiori cominciano ad appassire, si stimola la pianta a una nuova e continua produzione.

Altre rose dal mio giardino:
Rosa Dominique Loiseau 
Rosa White Haze
Aspirin Rose
Rosa Crystal Fairy
Rose del gruppo Koster