mercoledì 24 aprile 2013

martedì 23 aprile 2013

Piante più belle con la musica? Sì, ma heavy metal!

Questa notizia l'ho letta sul sito di due quotidiani inglesi, The Telegraph e The Guardian, e ve le devo proprio raccontare...

Entrambi riportano le dichiarazioni di un esperto di giardinaggio, tale Chris Beardshaw, che sostiene l'importanza della musica nella crescita delle piante.
Per dimostrarlo ha eseguito con i suoi allievi una serie di esperimenti utilizzando piante di Alstroemeria.


Le piante in questione sono state dunque sottoposte a differenti 'trattamenti' musicali.
Nella prima serra, totalmente silenziosa, le Alstroemerie hanno avuto, come del resto ci si aspettava, una crescita nella norma.
Nella seconda serra le piante 'trattate' con musica classica hanno avuto crescita, fioritura e resistenza alle malattie, leggermente inferiori alla norma.
I risultati più soddisfacenti si sono riscontrati invece nella terza serra dove le Alstroemerie erano 'bombardate' dalla musica heavy metal dei Black Sabbath.
Queste ultime piante hanno avuto sì una crescita inferiore rispetto a tutte le altre, ma in compenso hanno avuto la miglior fioritura e la miglior resistenza alle malattie.

E le Alstroemerie della quarta serra?  
Beardshaw spiega che, sottoposte alla musica pop di Cliff Richard, sono tutte morte anche se sospetta che siano state vittime di sabotaggio da parte di ignoti.

Io vi ho girato la notizia, se poi volete sperimentare anche voi questa nuova tecnica di coltivazione basata sull'heavy metal, fatemi sapere i risultati!
   
  

lunedì 22 aprile 2013

Le Giornate di Studi di Orticola di Lombardia

Venerdì scorso mi sono presa una giornata di libertà...eh sì, ogni tanto ci vuole!
 
Sono andata a Milano per partecipare alla seconda Giornata di Studio promossa dall'associazione Orticola di Lombardia, la stessa che nel mese di maggio organizza la mostra-mercato 'Orticola' nei giardini milanesi di via Palestro.

Si tratta di un programma quadriennale di incontri che hanno luogo nelle splendide sale di Villa Belgioioso, oggi Villa Reale ed un tempo sede della stessa Orticola di Lombardia.


Durante queste giornate viene trattata l'evoluzione della cultura delle piante e del verde sotto diversi aspetti e in un'ottica multidisciplinare.
Gli argomenti erano molteplici e di grande interesse, tanto che ho riempito mezzo quablock di appunti!



Gli studi di quest'anno riguardavano il periodo compreso tra l'Unità d'Italia e la Prima Guerra Mondiale.
I relatori hanno dapprima illustrato i progressi della botanica italiana di quel periodo, in conseguenza anche ai viaggi di esplorazione.
In questo contesto si è inserita la storia dei vivai Ingegnoli, raccontata da uno dei discendenti e ricca di aneddoti e curiosità.
Ho scoperto ad esempio che nel 1886 Ingegnoli importò per primo in Italia dal Giappone la pianta del kaki e che successivamente mandò in omaggio una cassetta di questi frutti a Giuseppe Verdi.
Una specifica conferenza poi è stata dedicata proprio al compositore, nel bicentenario della sua nascita,  rivelandoci il lato contadino di Verdi, 'il paesano delle Roncole', che si dedicava con passione alla coltivazione della sua tenuta di Sant'Agata nel piacentino e che ogni anno investiva i suoi guadagni acquistando campi e poderi.
E' stato dato risalto anche a personaggi meno noti ma non per questo meno importanti nel panorama della tradizione agricola.
E' il caso di Andrea Credaro, un innestatore valtellinese che ci ha lasciato un'eccezionale documentazione del suo lavoro e di un'agricoltura praticata con mente aperta, raccolta in dettagliatissimi taccuini.  
Curioso, ma non meno affascinante, lo studio riguardante piante e fiori nelle figurine pubblicitarie tra '800 e '900 che, aldilà dello scopo commerciale, hanno avuto anche un ruolo nella divulgazione naturalistica di quell'epoca.
Con l'evoluzione e i processi produttivi di alcune bevande alcooliche prodotte in Italia si è chiusa la prima parte degli studi della giornata.

Un veloce spuntino, poi ho fatto un giro per sgranchirmi le gambe nel giardino della villa

   
dove un gruppo di tartarughe oziavano diligentemente in fila su un tronco...


Nel pomeriggio si è spaziato dall'orticoltura lombarda di quell'epoca alla dagherrotipia (ancora non si parlava di fotografia) e al disegno fotogenico, cioè prodotto dal sole, a tema naturalistico.
Impossibile poi non parlare dei fiori nell'arte con il Liberty dell'architettura milanese.
Il Parco della Burcina, uno dei pochissimi esempi in Europa di parco paesaggistico, ci è stato raccontato direttamente da Guido Piacenza, presidente e curatore del parco, nonchè nipote di chi aveva creato il parco stesso.
E poi ancora le serre e i giardini d'inverno, il linguaggio dei fiori... 
Grazie all'appassionante relazione fatta da Guido Fadini, sono riuscita perfino ad apprezzare la mosaicoltura, ovvero la coltivazione multicolore delle aiuole, tipica delle amministrazioni comunali e dei giardini pubblici. 

Se siete interessati agli studi di Orticola vi segnalo  l'archivio telematico dove potete scaricare in pdf le dispense relative agli interventi del 2012 e dove, a breve, verranno inseriti anche quelli del 2013.

mercoledì 17 aprile 2013

L'orto in città diventa...piccante!

Mai come quest'anno, girando per garden center e mostre-mercato, ho notato un'offerta di piante da orto in vaso, pronte da trapiantare, così grande e soprattutto così variegata.
Tra queste hanno catturato la mia attenzione i peperoncini.
Innanzitutto non possono passare inosservati perchè, a differenza degli altri ortaggi, vengono proposti in vasetti di plastica rossa, quasi a voler evidenziare la piccantezza del contenuto.


E poi le varietà offerte sono proprio tante e con nomi molto curiosi. 

Oltre ai classici 'Tabasco', 'Jalapeno' e 'Cayenna' che tutti conosciamo, ne ho trovati altri con nomi molto evocativi come 'Fuoco della Prateria', 'Calabrese diavolicchio', 'Etna', 'Stromboli'...

Ogni etichetta, oltre alla foto esplicativa, riporta anche la scala di piccantezza, espressa in peperoncini.

Ho visto così che il 'Fatalii' che a completa maturazione diventa giallo è a livello 5 della scala, mentre il 'Naso del Diavolo', nonostante il nome, è poco piccante (solo a livello 2) ma in compenso sviluppa una pianta imponente e molto decorativa.


Ho scoperto poi che il 'Nagamorich' è uno dei peperoncini più piccanti al mondo.


Il cartellino allegato infatti segnala un livello 6 sulla scala di piccantezza, definendolo 'veramente feroce e pungente, il cui effetto diminuisce dopo circa mezz'ora'... aiuto!
Il 'Tondo Calabrese', quello da farcire con tonno, acciughe e capperi, sviluppa una pianta ad alberello ed è iper-produttivo.
Ci sono varietà che vengono segnalate come decorative e di dimensioni contenute come 'Fuoco Nero Violetto', 'Fuoco della Prateria', 'Siquiero a mazzetti giallo' o anche il 'Cuoricino'




 Ne ho visto anche una davvero insolita che produce peperoncini completamente bianchi, l'Habanero bianco'.


Insomma, sembra proprio che quest'anno nell'orto di città non si possa fare a meno di una pianta di peperoncini!


Volete sapere cosa ho comprato? 
Leggete QUI

martedì 16 aprile 2013

Giardinaggio fotografico: Aprile 2013

Sole e caldo hanno fatto finalmente esplodere le fioriture primaverili.
Vi mostro cosa è sbocciato ora nel mio giardino...

Innanzitutto i narcisi: vi metto solo le foto dell'ultima varietà che avevo piantato in autunno, ovvero Narcissus 'Ice King': i petali bianchi esterni circondano un 'pompom' giallo sfrangiato che, con il passare dei giorni scolora fino a diventare anch'esso bianco



 


Quando esco in giardino dalla porta della cucina, mi avvolge un intenso profumo di miele: sono i fiori della Mahonia aquifolium che quest'anno sono spuntati anche lungo gli steli

 



Non hanno invece profumo, ma mi piacciono tantissimo i fiori verdi della Euphorbia characias ssp. wulfenii.
Solo una settimana fa erano delle graziose rosette in cima ai lunghi steli



Ora sono delle spighe di verdi campanule





Questa l'ho trovata già in fiore quando l'ho tolta dal riparo invernale qualche giorno fa: è l'Euphorbia myrsinites


Ancora ellebori?
Sia gli Helleborus niger che gli Helleborus foetidus continuano imperterriti le loro interminabili fioriture, ma ve li ho già mostrati tante volte. Metto solo una foto del cespuglio di Helleborus orientalis che proprio ora sta dando il meglio di sè



Sono finalmente sbocciati i primi fiori di una piccola pianta di camelia che avevo recuperato da una amica, che la stava portando alla discarica: Camellia japonica 'Nobilissima' una cultivar molto antica dal fiore anemoniforme. Purtroppo le recenti piogge hanno un po' macchiato i petali




Ci sono ancora viole, primule e viburni in fiore, ma il vero protagonista del giardino è l'Amelanchier lamarckii  





Non mi stanco mai di guardare i suoi fiori stellati!
Lo sapete che ognuno di questi fiori diventerà una bacca commestibile tipo mirtillo?
Una pianta bella e buona!

Se avete domande o volete informazioni sulle mie piante, chiedete pure...

Buona giornata!   

lunedì 15 aprile 2013

Festa di primavera in piazza

Buon lunedì!
Spero che vi siate goduti il primo vero week-end di primavera, finalmente con sole e caldo.
Da quanto tempo lo aspettavamo!
Io mi sono dedicata al giardinaggio, ormai il taglio del prato è diventato un appuntamento settimanale...
Sabato pomeriggio però sono andata alla Festa di Primavera, una mostra-mercato di piante organizzata proprio a Monza.
Gli espositori erano fioristi, florovivaisti e garden center di Monza che con i loro allestimenti hanno dato un po' di vita e di colore a piazza Trento e Trieste che, lasciatemelo dire, dopo il recente restyling è di una tristezza indescrivibile.


Piante in piena fioritura, per dare colore ai balconi cittadini, ma anche tanti ortaggi pronti da trapiantare, secondo il nuovo trend dell'orto in città.






Ho trovato interessante la selezione di agrumi proposti dalla Floricoltura Chiaravalli che, nella serra di Monza, ne coltiva circa 80 varietà.    
Ecco ad esempio il Citrus limetta 'Pursha' più conosciuto come Limetta dolce di Roma


 e il Calamondino variegato (Citrus mitis variegata)
 

che, oltre alle foglie, di variegato ha anche i frutti che  però quando maturano diventano arancioni.
Guardate com'è particolare il frutto ancora acerbo!


 Il Centro Giardinaggio S.Fruttuoso invece proponeva i discutibili e assurdi vasi per coltivare le piante a testa in giù.
 

Se ne era già ampiamente discusso anni fa nel web e mi rattrista vedere che questi strumenti di tortura per vegetali sono ancora in circolazione...

Tra gli altri espositori poi ce n'era uno molto particolare

 


che proponeva i formaggi del Parco di Monza, oltre a latte e yoghurt, prodotti da un'azienda agricola biologica che nutre le proprie mucche con l'erba sfalciata di tutti i campi del Parco
 
Appuntamenti verdi di questo genere sono talmente numerosi che se ne trovano ormai tutte le settimane e in ogni parte d'Italia: anche nella più piccola mostra-mercato c'è sempre qualcosa da scoprire! 

venerdì 12 aprile 2013

E dopo la balena, vi racconto la mostra

Se la balena di ieri vi ha incuriosito, allora vi potrà interessare anche il post di oggi, perchè vi racconterò le mie impressioni sulla mostra 'Naturales Quaestiones' in programma a Monza.

Come vi ho già detto, il titolo della mostra deriva da un'opera di Lucio Anneo Seneca dove l'autore spiegava i diversi eventi naturali (lampi, tuoni, grandine, arcobaleno, neve, terremoti, comete...) invitando a superare false credenze e superstizioni che all'epoca aleggiavano attorno ai fenomeni della natura.

A Monza invece alcuni artisti contemporanei sono stati invitati a confrontarsi con le 'naturales quaestiones' odierne, ovvero le dinamiche ambientali attuali e il rapporto tra uomo e natura.

Salendo le scale in pietra dell'Arengario ci si imbatte subito a sorpresa nei famosi 'Wolves' di Sally Matthews, la scultrice che integra con la natura tutte le sue sculture che ritraggono esclusivamente animali.
Infatti, se li osservate bene da vicino, i lupi hanno il pelo formato da elementi naturali come rametti e muschi.



State tranquilli, non ho intenzione di descrivervi o mostrarvi tutte le opere esposte, sarebbe come rivelarvi la trama di un libro o di un film.
Ve ne mostro solo qualcuna e chissà, magari vi invoglieranno a visitare l'evento.

Ogni artista si è espresso attraverso il suo linguaggio, perciò troverete opere molto variegate: fotografie, sculture, acquerelli, installazioni...
Poi, secondo me, ognuno è libero di dare la propria personale interpretazione anche svincolandosi dalla spiegazione che accompagna ogni opera.

Ad esempio non può che catturare l'attenzione l'installazione di Simone Longaretti che, direttamente sul pavimento del salone, riproduce il planisfero utilizzando della semplice terra dalla quale spuntano piantine da orto (pomodoro, cipollotto, fragole...) come a ricordarci che è dalla Terra che deriva il nostro sostentamento.


Oltre alla già citata 'Gaia e la balena' di cui vi ho raccontato ieri, Stefano Bombardieri espone anche un'altra sua opera di grande impatto visivo




E' invece un pugno nello stomaco, almeno per noi monzesi, l'opera di Mariangelo Cazzaniga intitolata 'Il senso del vuoto'


Un semplice sacco di plastica contiene l'acqua inquinata del Lambro, il fiume che attraversa Monza e che nel 2010 è stato vittima di un disastro ambientale senza precedenti quando una quantità enorme di petrolio fu riversata nelle sue acque durante una notte di febbraio.

Ma non allarmatevi, nella mostra troverete anche delicati acquerelli e idilliaci paesaggi lombardi!

C'è tempo fino al 19 maggio per visitare la mostra e qui trovate tutte le informazioni.
Se ci andate, mi raccontate le vostre impressioni?

Buon fine settimana!   
 

giovedì 11 aprile 2013

Una balena in città

Ve la mostro subito, poi ne parliamo...





Si trova in centro a Monza e fa parte della mostra 'Naturales Quaestiones', che deriva il nome da un'opera di Lucio Anneo Seneca.

La balena, date le sue dimensioni, non poteva essere ospitata nell'Arengario, dove invece ha luogo la mostra, ed è quindi ambientata a poca distanza ma all'aperto.
Ovviamente 'Gaia e la Balena', questo è il titolo dell'  opera di Stefano Bombardieri, è diventata subito un polo di attrazione per fotografi e passanti.
Anch'io mi sono fermata a guardarla e, mentre la fotografavo, ho notato che non è solo la balena ad incuriosire ma anche la bambina che, col volto completamente nascosto dai capelli, si sforza di trascinare in salvo il cetaceo. 




 Mi ha stupito vedere quante persone allungano la mano sulla testa di Gaia, ma sono soprattutto i bambini che la accarezzano, quasi volessero sostenerla nella immane fatica oppure consolarla.
E mi è sembrato molto bello che un'opera d'artista riesca a coinvolgere, suscitando gesti d'affetto da parte chi la osserva! 
  
Naturalmente ho visitato anche la mostra all'Arengario, ma ve ne parlerò domani...
 
E dopo la balena, vi racconto la mostra...