martedì 30 settembre 2014

Una visita all'Orto Botanico di Brera

Nel cuore di Milano esiste da sempre una silenziosa oasi di verde: è l'Orto Botanico di Brera


Si tratta di un giardino storico le cui prime testimonianze scritte risalgono al 1100 e che nei secoli ha subìto diverse modifiche fino a diventare un vero e proprio orto botanico nel 1774, per volere dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria.


A quell'epoca l'Orto Botanico di Brera divenne perciò un'importante istituzione destinata agli studenti di medicina e farmacia che qui potevano studiare dal vero le piante officinali e apprendere il loro utilizzo.
Le parcelle, tutt'oggi visibili, erano delimitate da file di mattoni e la loro larghezza corrispondeva alla misura di un braccio disteso per permettere agli insegnanti e agli studenti di indicare agevolmente le piante in esse coltivate.
 

L'Orto Botanico però non aveva solo una finalità didattico-scientifica perchè le piante officinali qui coltivate rifornivano la Spezieria di Brera, una sorta di farmacia dell'epoca a disposizione di tutti i cittadini.
Dopo diverse vicissitudini, anni di incuria e totale abbandono, oggi l'Orto Botanico fa parte del Museo Universitario Astronomico-Orto Botanico di Brera dell'Università degli Studi di Milano.


A partire dal 1980 l'Università ha iniziato e realizzato il progetto di recupero e salvaguardia del patrimonio storico, scientifico e naturalistico di Palazzo Brera che, oltre all'Orto Botanico, comprende anche il Museo Astronomico.
Il restauro effettuato è stato di tipo conservativo, rispettoso dell'impianto originario.


Di grande interesse è anche il Museo Astronomico che comprende l'Osservatorio con la Cupola e il Telescopio, risalenti alla seconda metà del 1800.
L'ingente patrimonio storico del Museo Astronomico comprende la Biblioteca Antica, l'Archivio Storico e la preziosa raccolta di Strumenti Scientifici


All'interno dell'Orto Botanico si trovano due vasche ellittiche risalenti alla seconda metà del 1700, che servivano per la raccolta dell'acqua piovana da utilizzare per l'irrigazione, oltre ad un complesso sistema di canalizzazione delle acque realizzato in mattoni e pietre, in perfetto stato di conservazione ma non più utilizzato


Risale invece al 1800 la Specola per gli studi astronomici dell'Osservatorio...


e sempre al 1800 risalgono le aiuole in mattoni originali, restaurate e tuttora coltivate, e la serra progettata dal Piermarini ma successivamente modificata e attualmente utilizzata come aula dall'Accademia di Belle Arti...


Dal punto di vista botanico, l'Orto ospita centinaia di specie di piante officinali, ortaggi e diverse collezioni tra le quali Salvie, Euphorbie, Peonie e Aquilegie

 
ma anche aiuole di bulbi a fioritura primaverile introdotti a Brera dal Centro Internazionale dei Bulbi di Hillegom (Olanda), oltre a erbacee perenni e vegetazione spontanea


Nelle stesse aiuole delle bulbose primaverili sono ora coltivate anche le Hosta, con il preciso scopo di nascondere le foglie delle bulbose che devono terminare il loro ciclo vegetativo...in pratica è esattamente quello che faccio anch'io già da vent'anni nel mio giardino!


Sono presenti circa 200 esemplari di arbusti e alberi tra cui anche piante secolari come l'imponente coppia di Ginkgo biloba maschio e femmina, considerati tra i più antichi esemplari di questa specie presenti in Europa.


Furono infatti importati dalla Cina nel 1775, ovvero l'anno successivo alla fondazione dell'Orto Botanico stesso.
La foglia di Ginkgo biloba è diventata il simbolo dell'Orto Botanico di Brera.

L'Orto offre diversi percorsi tematici per poter meglio apprezzare il suo patrimonio botanico: molto particolare e interessante ad esempio è quello dedicato alle cortecce, ma di questo vi racconterò in un altro post...

L'Orto Botanico di Brera è visitabile gratuitamente tutto l'anno.
Per info e orari potete consultare il sito ufficiale del Museo Universitario.

lunedì 29 settembre 2014

Nel Parco di Monza: la sede Rai Way

In questi giorni, grazie all'evento 'Ville Aperte in Brianza', ho la possibilità di visitare luoghi che solitamente non sono accessibili al pubblico.
Lo scorso venerdì ad esempio sono entrata nella sede Rai Way che si trova proprio nel Parco di Monza.
Questa struttura è stata inaugurata nel 1954 come centro di controllo radiotelevisivo, in sostituzione di quello già esistente a Sesto Calende che era diventato inadeguato alle nuove esigenze tecniche di quel periodo.


La scelta del luogo dove edificare il nuovo centro di controllo cadde proprio sul Parco di Monza perchè occorreva un ampio terreno pianeggiante, sufficientemente distante dalle montagne, lontano da edifici (il Parco di Monza, non dimentichiamolo, è il più grande parco recintato d'Europa) e che fosse ottimale per la ricezione e perciò non disturbato da linee elettriche ad alta tensione.


Il progetto fu affidato al famoso architetto Giò Ponti, che realizzò una struttura a forma di antenna parabolica con criteri tecnico-scientifici all'avanguardia per l'epoca, ma che ancora oggi si dimostrano funzionali e modernissimi.
La foto sopra mostra com'era allora.
Da notare il bel color rosso geranio scelto da Giò Ponti per sottolineare l'architettura e che invece nel tempo, chissà perchè, hanno ricoperto di nero.


La parte anteriore dell'edificio ha una forma curvilinea ed era destinata, come lo è tuttora, ad ospitare le apparecchiature di controllo.
Nelle finestre a nastro si specchia la vegetazione circostante del parco.


Nella parte posteriore dell'edificio, un corpo quadrato ospitava gli alloggi del custode e dell'ingegnere-direttore addetto all'impianto, mentre ora è adibito a locali-mensa.
Nella foto qui sotto, un modellino in legno vi fa capire meglio l'intera struttura.


All'interno sono ancora conservati alcuni arredi originali, disegnati anche questi da Giò Ponti, come il salottino, consunto dal tempo, visibile all'ingresso


e la famosissima sedia 'Leggera', di nome e di fatto...


Anche i mobiletti con il piano di fòrmica color verde menta che si incontrano lungo il corridoio portano la firma dell'architetto e sono tuttora utilizzati, così come sono in uso ancora oggi tutti i suoi lampadari...


Originali dell'epoca sono anche le porte di legno laccato.
Pare che il direttore di allora abbia espressamente richiesto a Giò Ponti che sulle porte dei locali destinati alle apparecchiature fosse inserito un riquadro di vetro, per poter controllare i dipendenti al lavoro, soprattutto durante il turno di notte


All'epoca nel centro lavoravano 26 dipendenti mentre ora ce ne sono solo 13


Durante la visita siamo stati accompagnati da due guide d'eccezione, una architetto che ci ha ampiamente descritto e fatto apprezzare la bellezza del lavoro di Giò Ponti anche nei più piccoli dettagli, e l'attuale ingegnere-direttore del centro, prodigo di spiegazione tecniche ma di cui, ammetto la mia profonda ignoranza in materia, ho capito poco.
Oltre a vedere l'interno di questo misterioso edificio 'vietato al pubblico', siamo stati accompagnati anche nella parte posteriore, non visibile dalle strade del parco


da dove è possibile osservare meglio la famosa 'torretta', realizzata interamente in legno e vetro e utilizzata per gli ascolti in onde medie


Per me è stata invece una vera sorpresa, quasi un tuffo nel passato, scoprire che sul retro dell'edificio è presente un piccolo giardino.
Poichè, come ho detto prima, qui c'erano gli alloggi privati del custode e del direttore del Centro, Giò Ponti aveva previsto anche un giardino, nonostante ci si trovasse all'interno del Parco di Monza.


Le piante e gli alberi qui presenti infatti non hanno nulla a che fare con la vegetazione del parco ma rispecchiano benissimo invece il gusto tipico e la moda degli anni '50 in materia di giardinaggio, come la siepe di ligustro che delimita l'area e i maestosi pini.
Al centro del prato c'è un sinuoso laghetto, una volta ricoperto da ninfee e oggi ridotte a un paio di esemplari, ma densamente abitato da pesci rossi.


Il tocco 'esotico' al giardino è dato dal boschetto di bambù


mentre i cespugli sono scelti tra altre piante comunemente utilizzate nei giardini brianzoli degli anni '50 e cioè le ortensie (Hydrangea macrophylla), l'Aucuba japonica dalle foglie maculate di giallo e la Forsythia


Questo giardino usufruisce di regolari interventi di pulizia e manutenzione ma con il passare del tempo l'impianto originario del vialetto in ghiaia, separato ordinatamente dal prato da un cordolo in mattoni...


sta purtroppo lentamente scomparendo...


La visita è poi proseguita nel campo sull'altro lato del viale, dove sono installate le antenne rombiche per la ricezione in onda corta


e la torre alta 54 metri che sulla sommità porta un traliccio rotante che monta antenne VHF e UHF per ogni banda di radiodiffusione e per ogni polarizzazione


Questa torretta inizialmente era color grigio-azzurro, tipico di ogni impianto della RAI ma, durante una delle ultime manutenzioni, il Consorzio del Parco ha imposto che fosse verniciata di verde.
Un'ultima curiosità...
Sulla torre è presente anche un'antenna rotonda e bianca che ormai non viene più utilizzata ma che non viene smantellata in quanto alcuni gheppi, dei piccoli rapaci presenti nel parco, l'hanno trasformata in loro rifugio.

venerdì 26 settembre 2014

Per la Festa dei Nonni...fiori e ortaggi!

Lo sapete che esiste la Festa dei Nonni?
Si festeggia il 2 ottobre che, non a caso, è lo stesso giorno dedicato agli Angeli Custodi.
In Italia la ricorrenza è stata ufficializzata dal 2005 per sottolineare l'importanza dei nonni all'interno della famiglia e della società.
Non si tratta però di una celebrazione solo italiana perchè sono tante le nazioni che da tempo hanno scelto di dedicare ai nonni la giornata del 2 ottobre.
A livello internazionale è stato anche scelto il fiore ufficiale per questa ricorrenza, il non-ti-scordar-di-me, per il messaggio portato nel suo stesso nome.
Peccato però che l'autunno non sia esattamente la stagione in cui qui da noi si possano trovare questi fiori!

Perchè allora non regalare ai nonni una composizione di fiori e ortaggi, tanto bella quanto buona?


Per una idea-regalo molto facile da realizzare coinvolgendo anche i bambini, si può utilizzare ad esempio una semplice cassetta della frutta e riempirla con alcune piantine.
Qualche suggerimento?
Le piante aromatiche sono sempre utili, oltre che belle e profumate: rosmarino, alloro, salvia, ma anche origano, verbena, menta, maggiorana, erba cipollina...


In qualsiasi garden center, e perfino nei supermercati, si trovano assortimenti di piccole piante da cucina con cui creare dei bellissimi e utili cestini vegetali.
E poi si può aggiungere anche una piantina fiorita per dare un tocco di colore all'insieme...


Con ortaggi e fiori si possono davvero creare delle belle composizioni.
Non ci credete?
Guardate questa lussureggiante cassetta: il verde rigoglioso da cui emergono i fiori di Cosmos, è formato nientemeno che da...insalata e sedano!


Anche un bel cestino di vimini, opportunamente foderato con un foglio di plastica, farà bella mostra di sè su un davanzale o perfino su un ripiano della cucina, per avere sempre a portata di mano qualche fresca fogliolina aromatica...
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In occasione della Festa dei Nonni molti fioristi e garden center organizzeranno attività e workshop decorativi per i bambini, con tante idee per creare un regalo 'verde'.
As esempio domenica 5 ottobre, dalle 15 alle 18, nei Viridea Garden Center saranno anche allestiti dei set fotografici gratuiti per nonni e nipoti.


E ancora...
Domenica 28 settembre Papa Francesco celebrerà una speciale benedizione per i nonni.
Per l'occasione in piazza San Pietro sarà allestito un altare completamente ricoperto di fiori: ci saranno 500 rose bianche Avalanche, 500 gigli gialli, 250 margherite bianche e 250 gialle, donate da vivaisti italiani e olandesi.


Le composizioni in cassetta delle prime quattro foto sono state realizzate dalla Floricoltura Chiaravalli di Monza.
L'allestimento dell'ultima foto invece è della Scuola Agraria del Parco di Monza

giovedì 25 settembre 2014

Mi hanno regalato l'adozione di una pianta!

Ieri mattina sono andata a Milano, invitata da Guaber, per la presentazione alla stampa di una nuova linea di prodotti per il bucato e la pulizia della casa dalle formule ecologiche e dermatologicamente delicate: L'Albero Verde.
Si tratta di un marchio leader del settore in Francia da circa 10 anni e che ora viene distribuito anche in Italia.


I prodotti L'Albero Verde sono infatti certificati Ecolabel per gli alti requisiti di ecosostenibilità che li caratterizzano.
Per il lancio di questa nuova linea, Guaber ha scelto di collaborare con Libera Terra al progetto che in Sicilia favorisce il lavoro di cooperative locali, attraverso la piantumazione di terreni confiscati alla mafia e incendiati nel giugno 2012.
In pratica, acquistando i prodotti L'Albero Verde, il consumatore contribuisce al progetto 'Pianta una foresta con l'Albero Verde' il cui scopo è il recupero sociale e produttivo dei beni liberati dalle mafie, attraverso metodi rispettosi dell'ambiente, legali e duraturi, ridando dignità ai territori e alle persone.

Fino ad ora sono già stati piantati 600 alberi di arancio in Sicilia e ai partecipanti all'evento milanese è stata appunto intestata l'adozione di altre nuove piante.
Ecco il motivo per cui mi ritrovo 'custode' di un Citrus sinensis che per il momento posso vedere in una 'foto di gruppo' ancora in vaso, in attesa di essere piantato

Photocredit: Treedom
Grazie al sistema web di fotografia e geolocalizzazione, visibile su Google Maps e sul sito ufficiale del brand, è possibile vedere il luogo dove questi aranci saranno piantati.
Per ora sono riuscita a visualizzare il terreno destinato ad accogliere il 'mio' arancio ma seguirò lo sviluppo del progetto...dopotutto ora in Sicilia c'è un albero con il mio nome!
   

mercoledì 24 settembre 2014

La spettacolare Cascata Varone

Durante il mese di agosto, di ritorno da un moto-raduno a Trento, mi sono fermata a Riva del Garda per visitare il Parco-Grotta Cascata Varone.
Ed è stata una bellissima sorpresa...


Mi era capitato tra le mani un dépliant di questo posto che reclamizzava, oltre alle cascate, anche la presenza di un giardino botanico, dunque una visita era d'obbligo


Faccio subito chiarezza...
Il giardino botanico è costituito da una serie di curatissime aiuole e terrazzamenti che affiancano il percorso in salita alle grotte della cascata.
Non aspettatevi però delle particolari specie botaniche: comunque vi assicuro che, nonostante lo spazio sia piantumato con specie piuttosto comuni, c'è da rimanere piacevolmente sorpresi per la cura e l'attenzione nella presentazione di ogni singola piantina


Tutte le piante sono meticolosamente cartellinate e a volte sono accostate tra loro in abbinamenti un po' fantasiosi...


Viene mostrata ai visitatori anche qualche piccola collezione, ad esempio di conifere, di felci e di piante da secco


ma a predominare sono le erbacee stagionali da fiore che creano belle macchie di colore tra cipressi, palme e oleandri.
Niente rarità botaniche dunque...


ma vi giuro che non c'è un fiore appassito, una foglia secca, un filo d'erba fuori posto.
Personale addetto alla cura del verde è sempre al lavoro per presentare al meglio questo camminamento che conduce ai diversi livelli della cascata.
Perfino i sassi godono di questa straordinaria manutenzione...


Tra l'altro il percorso è allietato da brani di musica classica, scelti tra i più noti e orecchiabili: la 'Cavalcata delle Valchirie' di Wagner, la 'Marcia di Radetzky' di Strauss, 'Sul bel Danubio blu'...
Insomma, percorrere questa scalinata diventa un vero piacere.

Ci si trova comunque in uno splendido parco naturale e di grande fascino è la valletta con l'impetuoso torrentello che scende verso il lago di Garda.
Le rocce sono ricoperte da soffici muschi e la rigogliosa vegetazione circostante è ricca di felci e piante acquatiche


Questo parco è stato aperto al pubblico nel 1874 e fin dall'inizio ha avuto visitatori eccellenti: l'Imperatore Francesco Giuseppe, Gabriele D'Annunzio, Franz Kafka, Thomas Mann, il Principe Umberto II, solo per citarne qualcuno.
 
Naturalmente l'attrazione principale è la cascata vera e propria, visibile da due grotte: la Grotta Inferiore e, 40 metri più in alto, la Grotta Superiore


Si entra in ogni grotta attraverso dei percorsi che permettono di penetrare nelle viscere della montagna, arrivando fino all'imbuto in cui precipita la cascata.
Il rumore dell'acqua è assordante e si viene avvolti dal pulviscolo acqueo, motivo per cui è meglio premunirsi di un abbigliamento protettivo adeguato.


Queste rocce sono state scavate nel corso di millenni dalla forza impetuosa dell'acqua ricca di sabbia, che ha eroso la pietra.
Ma l'erosione continua ancora oggi: la parete della grotta arretra di 2 millimetri all'anno.


Alzando lo sguardo si vede la stretta gola da cui precipita il torrente Magnone che alimenta la cascata


In tutto il mondo esistono le cascate, ma solo poche hanno creato delle spettacolari gole come appunto quelle del Varone.
Ci tengo a sottolineare ancora una volta l'ottimo lavoro di valorizzazione e manutenzione di tutto il complesso, che è molto conosciuto ed apprezzato dai turisti stranieri.
A dire il vero, l'intera area circostante è ben tenuta.
Salendo lungo la scalinata, lo sguardo spazia sul panorama della valle e, se guardate ad esempio la foto qui sotto, vedrete che perfino un'attività industriale, che inevitabilmente rimane ben visibile dal parco, nasconde ordinatamente del materiale sotto alcuni teloni.


La Cascata Varone ha origine dal lago di Tenno che si trova 8 km più a monte e naturalmente sono andata a vederlo.
Eccolo...


Questo lago si è formato intorno al 1100 in seguito ad una frana.
Le perdite sotterranee del lago alimentano il torrente Magnone che va a scorrere impetuosamente all'interno di una montagna, formando la Cascata Varone e le sue spettacolari gole.

La Cascata Varone è visitabile tutto l'anno.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale del Parco Grotta Cascata Varone