venerdì 29 agosto 2014

Una siepe...in forma!

Quando si crea un giardino in città, una delle prime scelte da fare riguarda la siepe.
Esiste infatti la necessità di dare un riparo ai nostri  piccoli spazi, proteggendoli dagli sguardi esterni e dalle intrusioni, ma anche di creare uno schermo vegetale al traffico cittadino delle strade confinanti.
Barriere sempreverdi circondano perciò le nostre case, ma raramente la siepe diventa la vera protagonista del giardino.
A volte però qualche eccezione si trova...



In questa casa fuori Monza ad esempio, avendo poco spazio a disposizione per un giardino, si è preferito dare risalto alla siepe con una potatura che riproduce i merli di un castello, in un susseguirsi di pieni e vuoti


La siepe di lauroceraso si presta molto bene a questo tipo di potatura, grazie alla sua crescita piuttosto lenta, rispetto ad altre piante comunemente utilizzate per siepi che richiederebbero invece interventi molto più frequenti per mantenerne il disegno.

Certo è poca cosa rispetto alla siepe a forma di drago  che vi ho mostrato qualche tempo fa!


giovedì 28 agosto 2014

Cascina Cuccagna: istruzioni per l'uso

Ieri vi ho raccontato della mia visita alla Cascina Cuccagna, un edificio agricolo con terreno annesso, che dal 1700 è arrivato a noi, sopravvivendo all'interno dell'espansione urbanistica di Milano.
Oggi invece voglio mostrarvi una particolarità che ho notato durante la mia esplorazione della cascina e cioè la presenza praticamente ovunque di cartelli, segnalazioni, inviti e indicazioni.
Mi spiego meglio...
Il luogo è destinato alla socializzazione, con numerose  attività e animazioni, ed è aperto a tutti.
La presenza poi di un bar-ristorante ha in breve tempo richiamato una variegata clientela: qui si organizzano meeting aziendali, colazioni, pranzi di lavoro e cene.
Insomma si tratta di un luogo aperto tutti i giorni dalle 10 di mattina fino all'una di notte, ma circondato da palazzi e abitazioni.
I cartelli che predominano sono perciò quelli che invitano a non disturbare il quartiere ma la richiesta è fatta in maniera piuttosto originale.
Ecco qualche esempio...




L'area esterna riservata al prato è in realtà un fazzoletto di erba recintato da un giro di corda messo per dissuadere l'entrata, oltre ad un cartello che a chiare lettere ne indica le modalità di utilizzo...



Indicazioni e istruzioni d'uso anche sugli arredi...



In uno spazio destinato alla condivisione le regole vanno messe, come si suol dire, nero su bianco e in questo caso bastano alcune lavagne...




Il cartellino più simpatico però l'ho trovato nel bancone del bar...


Per chi non avesse dimestichezza col dialetto milanese, la frase originaria tradotta in italiano sarebbe "Piuttosto di niente è meglio piuttosto" che sta a significare "E' meglio accontentarsi di poco, piuttosto che non avere nulla".
Qui invece con un pizzico di ironia ci si accontenta di un toast...


mercoledì 27 agosto 2014

Nel cuore di Milano: la Cascina Cuccagna

A volte può succedere che nel cuore di una metropoli in espansione come Milano qualche lembo di terra contadina riesca sorprendentemente a resistere alla cementificazione per una serie di circostanze inaspettate.
E' proprio quello che è capitato alla Cascina Cuccagna, una fattoria agricola del 1700, che ho avuto la possibilità di visitare in occasione di un evento organizzato da Fito per la presentazione di una nuova linea di prodotti destinati ai piccoli orti domestici.


Cascina Cuccagna è un'anomalia urbanistica sopravvissuta fino ai giorni nostri, nascosta tra i palazzi di Viale Umbria e via Muratori, a poca distanza dalla stazione di Porta Romana.
L'edificio, dalla pianta a forma di E, ha una superficie di circa 2000 mq ed è arricchito da un terreno di 1500 mq.
La cascina è di proprietà del Comune di Milano ed è sottoposta alla tutela della Soprintendenza ai Beni Storici e Culturali.
Nel 1700 qui si coltivavano le piante officinali per l'Ospedale Maggiore, mentre in tempi più recenti la cascina venne utilizzata come abitazione e sede di laboratori artigiani.


Dichiarata inagibile e sgomberata agli inizi del 1990, il suo destino sembrava essere il totale abbandono e il progressivo degrado finchè un gruppo di abitanti della zona ha costituito la Cooperativa Cuccagna, con lo scopo di recuperare l'area per creare spazi preziosi per la comunità locale.
Negli anni la Cooperativa è riuscita a sensibilizzare e coinvolgere oltre agli abitanti del quartiere anche le istituzioni milanesi e le associazioni culturali, dando vita a un progetto di recupero rispettoso della storia del luogo ma adeguato alle necessità della vita moderna.
Cascina Cuccagna è ora un centro multifunzionale, luogo di ritrovo non solo per gli abitanti del circondario ma per tutti i Milanesi.


L'area esterna ha un piccolo prato riservato ai bambini, un orto didattico (che vi racconterò meglio in un post dedicato) e diverse aree accoglienti dove ritrovarsi all'ombra di un pergolato di vite...


e godere di questo piccolo scenario tranquillo nel cuore della città


Ci sono un laboratorio di falegnameria e una ciclofficina, luoghi di incontro per genitori e bambini e diversi spazi al coperto per socializzare...


All'interno della cascina c'è anche un ristorante dall'aspetto molto informale, ma inserito di recente nela guida gastronomica del Gambero Rosso.
Qui le ricette sono elaborate sui prodotti stagionali a filiera corta e a prevalenza bio.


Gli ambienti sono stati ripuliti e consolidati, mantenendo però intatta l'identità del luogo dove il nuovo si è aggiunto all'esistente


con grande impiego di materiali di recupero...


e soluzioni creative realizzate dal laboratorio di falegnameria interno, come questi cavalletti divisori che ospitano una mini collezione di piante grasse...


Tra i più recenti lavori del progetto Cuccagna c'è la realizzazione di un ostello che offrirà ospitalità temporanea low-cost


Basandosi sempre sul restauro di tipo conservativo con l'utilizzo di materiali di recupero ma dotato di tecnologie all'avanguardia, l'ostello vuole essere un luogo di accoglienza temporanea per ragazzi, turisti, stranieri e professionisti di passaggio a Milano


Se volete saperne di più sul progetto e conoscere gli eventi e le attività in programmazione, vi segnalo il sito ufficiale di Cascina Cuccagna   


Ho dedicato un altro post a questa cascina, eccolo:
Cascina Cuccagna: istruzioni per l'uso 

martedì 26 agosto 2014

Bentornati nel mio giardino!

Dopo la lunga pausa estiva, eccomi di ritorno nel mio piccolo giardino in città!


Da domani riprenderò la regolare pubblicazione dei miei post e naturalmente vi racconterò tutto ciò che ho visto durante l'estate, le mie piccole avventure quotidiane nel verde, le scoperte fatte a due passi da casa ma anche in luoghi un poco più lontani.

Insomma, se lo vorrete, ogni giorno mi troverete di nuovo qui.


Io vi aspetto!


mercoledì 30 luglio 2014

Buone vacanze!

E' tempo di vacanze...


...e anch'io ho deciso di prendermi una lunga pausa dal blog.

Se qualcuno però capitasse per caso da queste parti, lo invito a esplorare 'il mio piccolo giardino', curiosando liberamente nell'archivio suddiviso per argomenti che si trova qui a destra.

Se poi volesse lasciarmi un commento o anche solo un saluto, sarò felice di rispondere.


Sarò di ritorno nel blog il 26 agosto, vi aspetto!


Auguro a tutti una piacevolissima vacanza!

Luisella 


martedì 29 luglio 2014

Un ricordo vivo delle nostre vacanze

Di ritorno da un viaggio o da una vacanza si ha spesso il desiderio di portarsi a casa un ricordo del luogo che abbiamo visitato e di souvenir ce ne sono davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Di recente però ho scoperto una bella idea che arriva dal Salento, la splendida terra pugliese che si allunga tra il mar Adriatico dal mar Ionio.
Si tratta di un souvenir vivo da tenere per sè ma anche da portare in regalo e si chiama Minimed...


Minimed riproduce in un bonsai la flora mediterranea e ci consente di portare con noi nelle nostre città un pizzico della bellezza e del profumo del Salento.
In alcuni negozi selezionati della penisola salentina, a partire proprio dall'estate 2014, sono in vendita i bonsai Minimed da collezione, a scelta tra ulivo, mirto, cappero, fico e fico d'india.
Sarà però una collezione destinata ad ampliarsi con l'aggiunta ogni anno di nuove specie, rigorosamente scelte sempre tra la nostra flora mediterranea 


Ma non è finita qui...
Il bonsai è contenuto in una terracotta creata da maestri vasai locali che mantengono viva la tradizione del cotto salentino dipinto a mano.
L'entroterra leccese, ricco di cave d'argilla, è infatti da secoli il luogo di produzione di ceramica e terracotta 


Il progetto Minimed è stato ideato e sviluppato da Tunno Green Design un'azienda florovivaistica di Taviano in provincia di Lecce che, mantenendo salda la propria identità salentina e facendo tesoro dell'esperienza del vivaio familiare, ha saputo allargare la propria attività nel verde con professionalità e nuove idee.

Photo Credit: Tunno Green Design

lunedì 28 luglio 2014

Giardini verticali: le imitazioni spuntano ovunque!

La scorsa settimana vi ho parlato di un giardino verticale realizzato a Milano da Patrick Blanc, il botanico che ha ideato e perfezionato un metodo per ricoprire i muri di città con piante, senza bisogno di terra.
Il sistema utilizzato da Blanc, come vi ho già raccontato nel mio post, dà vita a suggestive composizioni vegetali e in molti si sono ingegnati per replicarlo a modo loro, con risultati non sempre equiparabili all'originale.
Da qualche tempo la moda dei giardini verticali è arrivata anche qui in Brianza e queste installazioni verdi cominciano a spuntare su edifici di nuova realizzazione.

Ecco qualche esempio...


Questo l'ho visto di recente proprio su un condominio in costruzione il cui cantiere quindi è ancora aperto. 
Un pannello già corredato di piante è stato agganciato sul lato che si affaccia sulla strada, per mostrare ai potenziali acquirenti come verranno completate le facciate dell'edificio.


Ho intravisto Geranium sanguineum, pachysandra, iris, edera, tagete ed heuchera inseriti in un supporto verticale a piccole tasche, corredato di impianto di fertirrigazione.


Anche in un altro complesso residenziale appena fuori Monza qualche anno fa erano state applicate alle facciate delle strisce vegetali realizzate però a pannelli modulari.
Viste le dimensioni delle installazioni, l'effetto era abbastanza insignificante ma, per un anno intero si sono alternate fioriture a macchie e fogliame variopinto.



Volete sapere come è andata?
Ecco, a tre anni di distanza, come si è trasformata la striscia che avete appena visto sopra...


Desolante, squallido, trasandato, sono i primi aggettivi che mi vengono in mente per un progetto decisamente fallito nel suo intento.


Nella medesima area la stessa impresa sta ora terminando un nuovo lotto di edifici di uguale tipologia.
Visto il disastroso risultato dei muri vegetali da loro installati in precedenza, immaginavo che tale esperimento fosse definitivamente abbandonato.
Invece sulle facciate sono dapprima comparsi i teli neri impermeabilizzanti...


e poco dopo sono stati aggiunti dei supporti telati a tasche che non lasciavano dubbi sulla loro finalità d'uso...



E infatti dopo qualche giorno sono state messe a dimora le piantine, che questa volta vanno a incorniciare le finestre delle scale di servizio...



E' cambiato il sistema di impianto ma spero che chi abiterà queste case si renda subito conto che i giardini verticali non sono del tutto autosufficienti e soprattutto non sono eterni ma necessitano, come del resto qualsiasi 'giardino orizzontale' di cure e manutenzioni costanti per sopravvivere.
E che la cura e la manutenzione di un muro vegetale costano...