mercoledì 30 luglio 2014

Buone vacanze!

E' tempo di vacanze...


...e anch'io ho deciso di prendermi una lunga pausa dal blog.

Se qualcuno però capitasse per caso da queste parti, lo invito a esplorare 'il mio piccolo giardino', curiosando liberamente nell'archivio suddiviso per argomenti che si trova qui a destra.

Se poi volesse lasciarmi un commento o anche solo un saluto, sarò felice di rispondere.


Auguro a tutti una piacevolissima vacanza.

Luisella 


martedì 29 luglio 2014

Un ricordo vivo delle nostre vacanze

Di ritorno da un viaggio o da una vacanza si ha spesso il desiderio di portarsi a casa un ricordo del luogo che abbiamo visitato e di souvenir ce ne sono davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Di recente però ho scoperto una bella idea che arriva dal Salento, la splendida terra pugliese che si allunga tra il mar Adriatico dal mar Ionio.
Si tratta di un souvenir vivo da tenere per sè ma anche da portare in regalo e si chiama Minimed...


Minimed riproduce in un bonsai la flora mediterranea e ci consente di portare con noi nelle nostre città un pizzico della bellezza e del profumo del Salento.
In alcuni negozi selezionati della penisola salentina, a partire proprio dall'estate 2014, sono in vendita i bonsai Minimed da collezione, a scelta tra ulivo, mirto, cappero, fico e fico d'india.
Sarà però una collezione destinata ad ampliarsi con l'aggiunta ogni anno di nuove specie, rigorosamente scelte sempre tra la nostra flora mediterranea 


Ma non è finita qui...
Il bonsai è contenuto in una terracotta creata da maestri vasai locali che mantengono viva la tradizione del cotto salentino dipinto a mano.
L'entroterra leccese, ricco di cave d'argilla, è infatti da secoli il luogo di produzione di ceramica e terracotta 


Il progetto Minimed è stato ideato e sviluppato da Tunno Green Design un'azienda florovivaistica di Taviano in provincia di Lecce che, mantenendo salda la propria identità salentina e facendo tesoro dell'esperienza del vivaio familiare, ha saputo allargare la propria attività nel verde con professionalità e nuove idee.

Photo Credit: Tunno Green Design

lunedì 28 luglio 2014

Giardini verticali: le imitazioni spuntano ovunque!

La scorsa settimana vi ho parlato di un giardino verticale realizzato a Milano da Patrick Blanc, il botanico che ha ideato e perfezionato un metodo per ricoprire i muri di città con piante, senza bisogno di terra.
Il sistema utilizzato da Blanc, come vi ho già raccontato nel mio post, dà vita a suggestive composizioni vegetali e in molti si sono ingegnati per replicarlo a modo loro, con risultati non sempre equiparabili all'originale.
Da qualche tempo la moda dei giardini verticali è arrivata anche qui in Brianza e queste installazioni verdi cominciano a spuntare su edifici di nuova realizzazione.

Ecco qualche esempio...


Questo l'ho visto di recente proprio su un condominio in costruzione il cui cantiere quindi è ancora aperto. 
Un pannello già corredato di piante è stato agganciato sul lato che si affaccia sulla strada, per mostrare ai potenziali acquirenti come verranno completate le facciate dell'edificio.


Ho intravisto Geranium sanguineum, pachysandra, iris, edera, tagete ed heuchera inseriti in un supporto verticale a piccole tasche, corredato di impianto di fertirrigazione.


Anche in un altro complesso residenziale appena fuori Monza qualche anno fa erano state applicate alle facciate delle strisce vegetali realizzate però a pannelli modulari.
Viste le dimensioni delle installazioni, l'effetto era abbastanza insignificante ma, per un anno intero si sono alternate fioriture a macchie e fogliame variopinto.



Volete sapere come è andata?
Ecco, a tre anni di distanza, come si è trasformata la striscia che avete appena visto sopra...


Desolante, squallido, trasandato, sono i primi aggettivi che mi vengono in mente per un progetto decisamente fallito nel suo intento.


Nella medesima area la stessa impresa sta ora terminando un nuovo lotto di edifici di uguale tipologia.
Visto il disastroso risultato dei muri vegetali da loro installati in precedenza, immaginavo che tale esperimento fosse definitivamente abbandonato.
Invece sulle facciate sono dapprima comparsi i teli neri impermeabilizzanti...


e poco dopo sono stati aggiunti dei supporti telati a tasche che non lasciavano dubbi sulla loro finalità d'uso...



E infatti dopo qualche giorno sono state messe a dimora le piantine, che questa volta vanno a incorniciare le finestre delle scale di servizio...



E' cambiato il sistema di impianto ma spero che chi abiterà queste case si renda subito conto che i giardini verticali non sono del tutto autosufficienti e soprattutto non sono eterni ma necessitano, come del resto qualsiasi 'giardino orizzontale' di cure e manutenzioni costanti per sopravvivere.
E che la cura e la manutenzione di un muro vegetale costano...


venerdì 25 luglio 2014

Il giardino verticale di Patrick Blanc a Milano

I giardini verticali, o muri vegetali, sono una realtà che si sta rapidamente diffondendo specialmente in città e non mi riferisco all'edera che si arrampica sui muri o al Parthenocissus che ricopre intere facciate delle case.
Sto parlando proprio di un sistema appositamente studiato per accogliere un insieme di piante, creando l'effetto di una piccola giungla da muro.
L'ideatore dei muri vegetali è Patrick Blanc, un botanico francese, studioso avventuroso, ricercatore e docente universitario, che nel creare questi giardini si è ispirato alla flora delle foreste tropicali asiatiche e alle diverse strategie di sopravvivenza sviluppate dalle specie.
A Milano si può ammirare uno dei pochi muri vegetali realizzati in Italia proprio da Patrick Blanc.
E' il giardino del Cafè Trussardi in Piazza della Scala.


L'edificio storico di Palazzo Trussardi è stato ampliato all'esterno con un modernissimo dehors in vetro e acciaio, contornato appunto nella parte superiore dalla installazione ideata da Blanc nel 2008.


Le piante non occupano però il tetto di vetro della costruzione ma la avvolgono solo sui lati, sia dentro che fuori, creando un suggestivo effetto di compenetrazione della vegetazione all'interno del locale.


Sono solamente un centinaio di metri quadri di vegetazione ma rendono piacevole e bella la piccola piazza di fianco al Teatro della Scala.
L'idea iniziale, sviluppata da Blanc, è stata quella di far crescere le piante senza terra, in uno strato di cartonfeltro che non appoggia direttamente alla parete ma ad una struttura modulare metallica portante, impermeabilizzata da un rivestimento in PVC, che lascia però uno spazio tra sè e il muro, per consentire la circolazione dell'aria.
Un apposito sistema di irrigazione fornisce costantemente alle piante acqua ed elementi nutritivi.


Per il giardino verticale del Cafè Trussardi è stata composta una tavolozza vegetale con infinite sfumature di verde e attualmente, per quello che ho visto io qualche settimana fa, con pochissime concessioni ad altri colori, come la fioritura gialla di un iperico, quella bianca di una Buddleja davidii e quella più esuberante di una ortensia (però a fiori verdi) all'esterno, mentre all'interno ho potuto scorgere a fatica tra la folta vegetazione solo i fiori rossi di una Columnea


Naturalmente le piante che crescono all'esterno sono diverse da quelle scelte per decorare l'interno della costruzione a vetri.
Per poter vedere meglio l'installazione interna, sono perciò entrata nel locale con la scusa di bere un caffè (peraltro molto buono) e chiedendo espressamente un posto nel dehors.
Ne è valsa la pena... 


Le piante che sovrastano il locale, lo rendono davvero suggestivo e affascinante, una sorta di giungla da soffitto.


Senza dubbio è tutto bellissimo, ma appare evidente che una installazione di questo genere non può essere facilmente riproducibile in ambiente domestico.
Un giardino verticale così rigoglioso necessita di una frequente e, diciamolo pure, costosa manutenzione.


Facendo qualche domanda al personale di sala, i miei pensieri hanno infatti trovato conferma.
Questo muro vegetale, oltre al continuo nutrimento e idratazione forniti da un sistema automatizzato, richiede anche una attenta manutenzione settimanale di pulizia da foglie secche o ingiallite, per garantire l'aspetto fresco e lussureggiante della composizione.


Tre o quattro volte all'anno poi, si procede alla quasi totale sostituzione delle piante che si ammalano, deperiscono o anche muoiono.
Io stessa ad esempio ho notato all'interno una Tradescantia zebrina dai fusti perfettamente allineati ma tristemente eziolata.

Naturalmente qualsiasi pianta coltivata in vaso e qualsiasi normale giardino richiedono cure e manutenzione costanti quindi non ci si deve stupire del fatto che anche un giardino verticale richieda impegno e cure continue, ma una cosa è certa: un muro vegetale non è di sicuro alla portata di tutti.

Se siete interessati a conoscere il lavoro di Patrick Blanc, vi segnalo il suo sito ufficiale  dove, tra le altre cose, potrete anche ammirare le foto della Begonia blancii una nuova specie di Begonia da lui stesso scoperta nelle Filippine e che porta quindi il suo nome.

giovedì 24 luglio 2014

Scale & fiori, ecco altre idee!

Continuo il mio reportage fotografico su scale & fiori e, dopo avervi mostrato le scale di città, ho selezionato oggi qualche esempio di scale per così dire 'rustiche', ovvero scovate in campagna, tra borghi e paesi, in Italia e all'estero.

Questa scala di pietra l'ho trovata in un paesino della Provenza ed è un esempio di ciò che, con un termine da qualche tempo molto in voga, viene definito shabby-chic.
Scale di pietra logorate dal tempo e dall'uso, riacquistano freschezza con un bel vaso di oleandro e un paio di pelargoni a portamento prostrato, piante che richiedono poca manutenzione e che fioriscono per tutta l'estate.
Bella anche la scelta del colore rosa acceso dei fiori che ben si intona con l'azzurro pastello del portoncino.
Il tocco in più però è dato, oltre che dal secchio consunto, dalle tre pietre di forma arrotondata  


Durante il mio recente viaggio in Umbria ho visto tantissimi esempi di scale antiche o semplicemente rustiche già suggestive di per sè ma rese ancora più attraenti con piante e fiori.
Naturalmente anche la scelta dei vasi ha il suo peso nella composizione...


Sulle scale di pietra e mattoni occorrono contenitori che si integrino senza stonature e i vasi in terracotta decorata e invecchiata sono certamente i più adatti


Sulle scale lunghe e spesso piuttosto strette, funzionano meglio i vasi di forma quadrata che danno nell'insieme un aspetto più compatto e pulito.

Non esistono però delle regole e la ripetizione ordinata e metodica sia di piante che di contenitori può essere molto gradevole...


come pure una scala all'apparenza caotica per vegetazione, assortimento di forme e contenitori ma in realtà studiata nei minimi particolari, anche con l'aggiunta giocosa di animaletti di terracotta che sbucano tra le foglie


Una rampa di scale, malandata e un po' anonima, con una disposizione simmetrica di piante, acquista interesse e aumenta il senso prospettico dell'ingresso di casa


Non è un'abitazione, credo possa trattarsi di un deposito, eppure la scala di pietra è stata abbellita con piante, in prevalenza succulenti.
Ho apprezzato anche l'attenzione nel porre le piante solo sui gradini raggiunti dal sole.
L'ho trovata in Svizzera...


Non occorre una scala scenografica, basta anche un solo gradino con una piccola pianta curata e ben disposta, per creare il piacevole effetto di un invito ad entrare in casa, non credete?


mercoledì 23 luglio 2014

Fiori e piante sulle scale di città

Mi piacciono le case con una rampa di scale davanti all'ingresso, ma soprattutto mi piacciono quando i gradini vengono utilizzati per accogliere piante e fiori.

Come al solito, mi piace anche osservare le diverse soluzioni che spesso rivelano molto degli abitanti della casa e del loro gusto personale.
Vi mostro perciò qualche scala che ho fotografato in città, magari possono essere d'aiuto a trovare idee e ispirazioni...

Allegra, colorata e giocosa con un mix di piante, fiori, colori, in una collezione di vasi fantasia dove non mancano tartarughe di pietra, conchiglie utilizzate come contenitori per piccole piante grasse e vasi decorati con faccine-margherita.
Una famiglia con bambini, oppure dei padroni di casa giovani e spiritosi.
Chissà...


Qui si parte avvantaggiati per avere da un lato alcuni gradoni rialzati, che mettono a portata di sguardo le colorate surfinie, e dall'altro un Trachelospermo coltivato in terra e fatto arrampicare lungo la ringhiera.
Colore e profumo!


Questa invece è una casa un po' vecchiotta ma con un giardino amato e curatissimo fin nei minimi dettagli.
E lo si vede anche dalla scala: solo quattro gradini di pietra, dove l'edera viene fatta correre sull'alzata di ogni scalino, magari per nascondere sbrecciature e segni del tempo.
Romantico e...geniale!


La severa scala di marmo grigio anni '50 ospita solo tre vasi per tre Hosta, più un piccolo bosso topiato a sfera a lato dei gradini.
Semplice, pulita e rigorosa.


Qui invece la scala è lunghissima, le piante sono molte e assortite ma anche...piuttosto ingombranti!
Capisco perfettamente l'amore per piante e fiori ma forse sarebbe stato meglio lasciare lo spazio per poter salire con agio.
Provate a immaginare di salire questi gradini con le borse della spesa...


I gradoni che affiancano la scala qui sono usati per esporre una collezione di Cactacee: minima necessità idrica con minimo impegno di manutenzione e pulizia.
Ordine e...furbizia!



Avete scale e gradinate davanti a casa?
Valorizzatele con piante e fiori ma soprattutto personalizzatele: saranno il vostro biglietto da visita!

martedì 22 luglio 2014

Un tocco di grigio in giardino

In giardino o sul balcone si possono creare composizioni esteticamente interessanti combinando tra loro tre elementi: colore, tessitura e portamento.
Le piante a foglia grigia sono un prezioso aiuto per dare luce e rischiarare angoli bui ma anche per separare e ammorbidire piante dai colori contrastanti. 
In pratica è lo stesso effetto che si può ottenere con i fiori bianchi ma le fioriture, si sa, non possono durare tutto l'anno.


Questa aiuola ad esempio, con piante a foglia scura e fiori violacei, appare molto cupa ma viene illuminata grazie ad un cespuglio di Senecio cineraria, noto anche come Cineraria maritima o Senecio maritimus.
Il Senecio è un'erbacea perenne dell'area mediterranea che ha sia le foglie che i fusti completamente ricoperti da una bianca lanugine.
Ama le posizioni soleggiate e non tollera gli inverni rigidi ma basta il riparo di un muro o la protezione di altre piante accanto a sè e il Senecio riesce ad ambientarsi bene anche in Brianza.
In genere però è ormai coltivata come una annuale ed è pure facilmente reperibile in qualsiasi garden center.

Per composizioni più durature che richiedano l'inserimento di una pianta a foglia grigia, si può scegliere invece la Lavanda, un arbusto praticamente industruttibile anche nelle regioni più fredde.


Una pianta a foglia grigia che ho amato molto ed è stata uno degli elementi che ha dato carattere per molto tempo al mio piccolo giardino è stato il Convolvolus cneorum


La sua fioritura primaverile poi è assolutamente spettacolare!


Ho già dedicato un intero post al Convolvolus cneorum  se volete saperne di più su questa bellissima pianta dalle foglie argentee.

Il mio giardino prevalentemente ombroso non è certamente il luogo più adatto alle piante a foglia grigia che in genere prediligono esposizioni soleggiate.
Comunque mi piace sempre sperimentare!

Un'erbacea a portamento strisciante a foglie grigie è la Dichondra argentea 'Silver Falls'.
L'ho spesso utilizzata per completare composizioni in vasi e orci, grazie ai suoi fusti prostrati e ricadenti che si allungano velocemente.
Preferisce una posizione a mezzombra piuttosto che in pieno sole ma non sono mai riuscita a farle superare un inverno, nemmeno mettendola al riparo in serra.
La considero perciò al pari di una pianta stagionale senza farmi troppi problemi


Anche l'Helichrysum petiolare sarebbe in teoria una pianta perenne e sempreverde, ma l'infido clima monzese ha avuto la meglio anche su questa.
Ha un morbido fogliame grigio-argenteo, ama il sole e un terreno senza ristagni di umidità.
Naturalmente l'ho coltivato in vaso per poterlo mettere al riparo durante i mesi invernali


 Fiorisce in estate con piccoli capolini gialli, intensamente profumati di miele, che seccano direttamente sulla pianta, mantenendo a lungo il loro profumo.
Questa pianta ha resistito qualche anno nel mio giardino ed è morta nella serra durante un inverno piuttosto gelido.
Ogni anno però mi riprometto sempre di ricomprarla.
Ecco i suoi profumatissimi e minuscoli fiorellini... 


Due piante a foglia grigia che invece sicuramente non comprerò più sono il Tanacetum densum var. amanum, dalle particolari foglie 'piumate', troppo esigente e delicato per i miei gusti ma comunque bellissimo...


e l'Helleborus x sternii 'Silver Dollar' che, con quelle foglie grigiastre, vicino agli altri miei ellebori dava l'impressione di essere una pianta malata, anzichè un elleboro dalla foglia insolita...


Luminoso e scintillante, un tocco di grigio nel mio giardino però non manca mai!